Los cartele

 

En español, afrontando el argumento de América latina, la profesora de español nos hizo estudiar los paìses de América del Sur en una manera diferente y creativa.

Inicialmente la profesora nos dividió en cuatro grupos dejàndonos elecir un país cada uno.

Luego hicimos cuatro cartele que al fine hemos expuesto..

Este trabajo lo hicimos en las horas de español, durò dos semanas y fue muy divertido porque fue diferente de la manera comùn de estudiar.

Hicimos los trabajos de Cuba, Argentina, Venezuela y Repùblica Dominicana y éstos son nuestros resultados.

         (N.P.)

20160418_102029           20160418_101858-1

20160418_101551          20160418_101210

Scrittori in erba

Qualche settimana fa, dopo aver studiato D’Annunzio in letteratura, la nostra prof.ssa di lettere ci ha fatto fare un tema in classe.

Tra le tracce assegnate, la prima, ispirandosi a ‘‘La pioggia nel pineto’’, richiedeva di scrivere un tema personale con il seguente esordio:

‘‘Sento la pioggia che picchietta…’’

Si doveva proseguire l’incipit dato, descrivendo il paesaggio, l’eventuale persona che ci accompagnava, le emozioni provate, ecc.

Qui sotto potrete leggere alcuni dei temi svolti.             

                                                                                                 (I.P.)

 

pioggia2

1)

Sento la pioggia che picchietta sulla mia testa e sulle mie spalle.

Mi trovo in una campagna dispersa ai confini del mondo.

Il vento primaverile mi accarezza la pelle del viso come se volesse rassicurarmi e dirmi che non sono solo.

Guardo il grano e i papaveri : si muovono l’uno con l’altro in una vivace danza che pare non finire mai.

La terra sotto i miei piedi è ricca d’acqua e ad ogni mio passo sprofondo sempre di più nella mia ingenuità e nei miei pensieri. D’un tratto  il vento si placa e anche il grano e i fiori si fermano.

La pioggia, invece, non smette. Il suo ticchettio mi sta dando alla testa, mi sta facendo letteralmente impazzire.

Mi siedo, per calmarmi, su di un sasso e torno ad osservare i papaveri rossi.

Ora sono senza petali: spogli, come se il vento li avesse presi alle spalle per derubarli della loro bellezza, de loro vanto. Quei petali rossi ormai sono in cielo e volteggiano, andandosene, grazie al vento , verso una meta sconosciuta.

Guardo  in alto, verso il cielo. Le rondini  e i loro rondinini planano sopra i campi, in una strana formazione.

Stanno probabilmente ritornando ai loro nidi, dove si addormenteranno per poi, ricominciare, domani, una nuova  giornata.

Osservo il sole, che sta per spegnersi.

Dai campi si alza una fitta nebbia, candida come le lenzuola di un neonato.

Non vedo più niente !

Sento di nuovo solo il ticchettio della pioggia, che ormai mi ha inzuppato i capelli. Mi alzo e muovendomi, nella nebbia, intravedo una figura femminile in lontananza, che sta  camminando verso di me.

Ho uno strano presentimento: è come se quella ragazza l’avessi già vista.

Lei inizia a cantare una melodia che allieta le mie orecchie e mi tranquillizza, quasi mi incanta.

Siamo sempre più vicini, tanto che inizio a sentire il suo calore, il suo amore.

Capisco tutto.

Il mio cervello non riesce più ad elaborare pensieri ed emozioni; i miei occhi si aprono e si chiudono al ritmo del mio cuore.

Non può essere lei! E’ solo un’illusione, una favolosa illusione che oggi mi illude e che mi illuderà per sempre.

Siamo ormai faccia a faccia. Io le accarezzo il viso, scostandole i capelli.

Lei con un sorriso mi prende le mani. Chiudiamo gli occhi e le nostre labbra si sfiorano per pochi istanti.

Un sovraccarico di emozioni mi stordisce, tanto da farmi svenire.

Apro gli occhi e lei è ancora lì, con il suo sorriso. Mi aiuta ad alzarmi e con lo sguardo mi abbraccia.

Poi lentamente,  inizia a svanire.

Al suo posto petali di rose iniziano a volare in cielo, lasciandomi lì da solo di nuovo ad aspettarla.

(S.C.)

 2)

Sento la pioggia che picchietta sul selciato della stradina di montagna lungo la quale ci siamo ritrovati a camminare, in una fresca sera di primavera.

È una di quelle serate tranquille, in cui non fa tanto freddo e dove solo un venticello fresco soffia ogni tanto sui nostri giovani visi pieni di entusiasmo e di voglia di vivere.

Sono accanto alla persona che ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore e che ha scolpito il suo nome nel mio destino, nel momento in cui ho visto il colore della vita per la prima volta.

Camminando in silenzio, mano nella mano tra una risata e l’altra, ammiriamo il paesaggio che pian piano si oscura per l’imbrunire. Il sole dolcemente si nasconde per lasciar spazio a quell’immenso cielo blu, che si distende sopra di noi.

Alla nostra sinistra, gli alberi danzano un valzer sulle note di un vento calmo; lo accompagna il canto della pioggia che si ferma, poi riprende, si ferma ancora e di nuovo riprende con sempre più grinta tra un intervallo e l’altro.

A destra si scopre un’immensa discesa piena di rami e piccoli fiori, mentre in lontananza si possono intravedere piccole case rosee e bambini che ritornano ai loro nidi ridendo e scherzando sulla giornata che hanno appena trascorso.

Mentre il cielo ci bagna con il suo pianto, sorridiamo e ci abbracciamo, sentendoci tranquilli e protetti.

Riprendiamo il cammino lungo il sentiero che sembra infinito, mentre un vento maldestro ci scompiglia ogni tanto i capelli.

Nel frattempo la pioggia continua ad accompagnare i nostri passi sulla strada percorsa e su quella che dovremo ancora percorrere.

(N.P.)

3)

Sento la pioggia che picchietta sulla mia testa: piccole gocce d’acqua scendono come lacrime dal cielo grigio.                  

Abbasso lo sguardo. Davanti a me c’è lui, mi sta aspettando. La sua sagoma risalta tra il verde del bosco e i candidi sassolini del sentiero: i capelli castani sono mossi da una leggera folata di vento; sul suo viso gocce d’acqua brillano come cristalli.           

Riprendo a camminare.

Guardo i miei piedi che calpestano quelle piccole perle lucenti e così inconsapevolmente il mio passo diventa più delicato.                                                     Poi vedo le sue scarpe; risalgo con lo sguardo fino ad arrivare al suo viso.                                                                                 

Fin da quando lo conosco non l’ho mai considerato solo un amico, neanche una volta, ma questo lui non lo sa.          

Sorridendo mi dice che dobbiamo accelerare il passo, ma le sue parole svaniscono nella mia testa. Rimango incantata dal suo sorriso e per un attimo ci fissiamo. I suoi occhi, color nocciola, sono grandi e profondi. Lui, però, si gira e riprende a camminare.                                   

Quante volte ho sperato che mi prendesse la mano, che mi stringesse tra le sue braccia; quante volte ho sperato che lui fosse più di un amico.                   Con tristezza riprendo anch’io la discesa.                                     

Per distrarmi guardo il bosco intorno a me. Le chiome verdi dei pini e degli abeti si stanno come spegnendo, diventando una cupa massa di tronchi e aghi affilati. Ne tocco uno. Prima sento una goccia infrangersi sul mio dito e poi una lieve fitta di dolore attraversa tutto il mio corpo. Mi scappa un urlo e lo zaino cade per terra.                                                    

 Lo vedo, viene verso di me. Quando nota come mi sono fatta male mi dice: ‘‘Sei proprio sciocca!” So che sta scherzando, però a quelle parole una lama sembra trafiggermi il cuore.                                                        

Improvvisamente delle piccole gocce scendono dai miei occhi, rigano le mie guance e cadono sfinite per terra unendosi alle gocce di pioggia.                   Lui mi dice di stare tranquilla e mi passa un semplice fazzoletto. Un’improvvisa rabbia cancella tutta la tristezza che avevo in corpo. Riprendo così a camminare e successivamente a correre.      

‘‘Perché è così stupido?! Non si rende conto che mi sta ferendo?!’’   I miei pensieri vengono interrotti dalla sua voce che mi chiama.  

Per un attimo il mio corpo si paralizza; la sua voce rimbomba nella mia testa e si accende una speranza.                                        

‘‘Ila Ila! Hai lasciato qui lo zaino!’’                                          

Tutte le mie illusioni si spezzano in pochi secondi. ‘Come può piacermi così tanto un ragazzo come lui?’’ Questa domanda si ripete nella mia mente, finché non vedo davanti a me il rifugio.

Con un sospiro di sollievo, mi giro per vedere il paesaggio: tra il bosco e le montagne, però, c’è ancora lui, che sorridente si avvicina e mi porge lo zaino facendomi passare tutta la rabbia.                                                                                   

Ecco, il suo sorriso mi ha incantato.                                              

Ancora!

(I.P.)

Il voto alle donne

20160503_171023

L’otto marzo, come  saprete, è la giornata internazionale della donna.
Noi alunni della 3B, insieme alla nostra professoressa di lettere, abbiamo ampliato le nostre conoscenze su questa festa: le sue origini, perchè si festeggia, dove è nata e così via…
Contemporaneamente, abbiamo iniziato ad affrontare il testo argomentativo. Così la professoressa ci ha dato un compito molto interessante.

A ognuno di noi é stato chiesto di mettersi nei panni di un parlamentare inglese dei primi del 1900, che in una seduta parlamentare nell’ambito del dibattito sul voto alle donne, doveva esporre in modo convincente la propria idea, cioé se concedere o no tale diritto.
Di seguito,  potrete trovare alcuni dei testi che abbiamo prodotto.

                                                                                              (C. N.)

1) 

Ora, signori, a noi si pone un quesito che non possiamo più rimandare ai posteri come già fatto in passato: le donne, che tanto desiderano questo diritto, potranno votare?

Ovviamente bisognerà votare per ottenere la risposta a codesta domanda, ma io vorrei poter esporre i miei pensieri ed inizierei  col porre la seguente domanda: perchè le nostre mogli non potrebbero votare?

Come ben tutti sanno, le donne hanno un intelletto pari a quello degli uomini e se istruite possono fare cose meravigliose. Pensiamo a Mary Shelley, ad esempio, che scrisse Frankestein; suvvia, signori, chi ha letto quel libro può sostenere che una donna non abbia dato forse prova di grande intelletto?

Le donne, inoltre, ci sono state a fianco in questa Grande Guerra: hanno portato avanti l’economia, fabbricato armi e cresciuto i nostri figli e tutto questo senza l’ausilio degli uomini, che erano in guerra. Praticamente ci hanno aiutato a vincere senza lasciare i nostri figli incustoditi!

Infine, perchè se abbiamo avuto due grandi donne al potere, le regine Elisabetta I e Vittoria, non possiamo permettere oggi alle donne di votare chi ci governerà? Potreste dire che quelle regine non hanno fatto scelte sagge?

Ordunque, ancora oggi neghiamo il diritto di voto alle donne seppur esse abbiano dato grandi esempi di saggezza e di forza durante la Grande Guerra. Questo, a mio parere, è scorretto nei loro confronti.

Ora a voi la scelta: continueremo in questa ingiustizia oppure no?

(V.C.)

2) 

Cari colleghi parlamentari,

da sempre le donne hanno lottato per essere pari all’uomo ottenendo ben poco, sfortunatamente.

A mio parere, dovremmo invece cambiare questa situazione e dar loro finalmente quello che chiedono: essere considerate pari all’uomo e quindi con gli stessi diritti!!

La donna non può essere considerata inferiore, perchè non lo è; anzi, senza di lei la vita non sarebbe possibile.

Inoltre, se concedessimo loro il diritto di voto, ognuna si sentirebbe sempre più partecipe alla vita sociale e politica; dovessero poi un giorno entrare in politica, potrebbero anche aiutarci a prendere decisioni migliori.

Infine, potrei anche azzardare a dire che concedere il diritto di voto alle donne potrebbe indicare al mondo intero che il nostro Paese si sta davvero evolvendo.

È vero, le donne possono commettere errori, ma non sbagliamo anche noi?

In conclusione sostengo che se l’uomo ha dei diritti, tra cui quello di voto, anche la donna li deve avere.

(G.B.)

3) 

Cari compagni parlamentari,

mi trovo qui oggi per esporre il mio parere sull’introduzione del Suffragio Universale Femminile.

Io penso che sia una cosa più che giusta far votare le donne e questo per diversi motivi.

Innanzitutto penso che siano uguali a noi uomini e quindi dovrebbero avere i nostri stessi diritti.

In secondo luogo, dobbiamo considerare che sono proprio le donne che ci hanno fatto nascere, che ci hanno cresciuti e fatti diventare quello che oggi noi siamo.

Infine, se le donne si stanno battendo in modo così convinto e deciso tanto da arrivare a sacrificare la propria vita o la propria libertà,  ritengo che sia per loro una cosa molto importante.

Quindi ribadisco di essere a favore del Suffragio Universale Femminile.

(S.C.)

4)

Cari parlamentari,

l’Inghilterra, in seguito alla seconda rivoluzione industriale, si è molto modernizzata; inoltre, il nostro amato paese è uscito vittorioso dai campi di battaglia della prima guerra mondiale. Ecco perchè, al momento, siamo una delle più importanti potenze del XX secolo.

Il fatto è che un paese così moderno e avanzato economicamente e militarmente dovrebbe fare un passo in avanti anche in campo politico, concedendo alle donne il diritto di voto.

Possiamo affermare sinceramente che non se lo meriterebbero?

Durante il periodo di guerra si sono dimostrate capaci di fare lavori maschili e non deve esser stato facile per loro. Provate, per un istante, a mettervi nei loro panni. Non vedevano i mariti, i figli o  loro parenti da mesi, ma hanno trovato lo stesso la forza e il coraggio di fare lavori ai quali non erano abituate. Sono anche riuscite a mandare moltissimi rifornimenti al fronte e, col poco rimasto, hanno mantenuto il resto della famiglia.

Questo proprio sarebbe il momento ideale per conceder loro questo riconoscimento.

Inoltre molte donne, che si fanno chiamare ‘suffragette’, stanno sacrificando la propria libertà, se non la propria vita e non mi sembra il caso di far aumentare il numero delle martiri.

Per concludere: ricordate cosa sosteneva l’Illuminismo? Che ogni essere umano fosse dotato di razionalità. Per cui visto che le donne rientrano tra gli esseri dotati di intelletto, a parer mio, dopo tutti i sacrifici che hanno fatto sia per noi che per i nostri soldati,  meritano a pieno titolo il diritto al voto.

(I.P.)

5) 

Cari parlamentari,

dato che in questi ultimi anni le suffragette stanno diventando sempre più determinate a conquistare il diritto al voto, vorrei poter esporre la mia opinione.

Penso che sarebbe anche un loro diritto, perché a ben pensarci, le donne non sono meno importanti o meno forti di noi uomini. Infatti, sono state utili durante la Prima Guerra Mondiale.

Inoltre, se diamo loro il diritto di voto, potremmo rendere la nostra società più unita e loro potrebbero aiutarci nelle decisioni politiche che dovremo prendere. In tal modo, le suffragette non prenderebbero più decisioni estreme, come quelle di incatenarsi al cancello di Buckingham Palace o fare lo sciopero della fame nelle prigioni.

Ribadisco quindi che sarebbe un bene per la nostra società concedere il diritto di voto alle donne.

(N.P.)

6) 

Miei cari parlamentari,

vorrei invitarvi a riflettere sui diritti delle donne.

Per secoli sono state considerate come inferiori a noi; ora  è giunto il momento di cambiare questo modo di pensare alquanto arretrato.  In tal modo potremmo diventare un esempio per gli altri paesi europei e la società inglese si avvierebbe a diventare una società più equa.

(C.N.)

7)

Cari parlamentari,

fin dall’antichità è stato sempre l’uomo a votare e mai la donna. Oggi, però, per la prima volta possiamo cambiare la storia dando il diritto di voto alle donne.

A mio parere se lo meritano,  perché durante la guerra, mentre gli uomini combattevano al fronte, loro hanno dimostrato di potersi sostituire agli uomini, rivelando di essere nostre pari.

Inoltre,  la Costituzione afferma che tutti, maschi e femmine, sono uguali; quindi applichiamo questo articolo.

Infine, le donne potrebbero aiutare noi politici, dandoci consigli anche molto giusti.

Ribadisco quindi il fatto che le donne debbano avere gli stessi diritti degli uomini, tra cui il diritto al voto.

(anonimo)

8)

Cari parlamentari,

sarò breve.                                                                               

Io sono assolutamente a favore del diritto di voto alle donne. Perché?                                                         

 Beh, prima di tutto, ritengo, anzi ne sono certo, che le donne siano uguali agli uomini: nessuno è superiore o    inferiore a nessuno.                                                                

Se, per esempio, pronunciassi la parola ” donna “, a cosa pensereste? Sicuramente, prima di tutto, al suo corpo e a quello che noi le permettiamo di fare, ovvero fare figli e prendersi cura della casa.

Certamente non pensereste mai al fatto che possano avere delle idee, che non conoscete e mai conoscerete se non darete loro la possibilità di esprimerle.

In secondo luogo, credo che si debba riconoscere  a loro il diritto di voto, perché, avendo probabilmente idee diverse dalle nostre, potrebbero aiutarci a migliorare il nostro futuro.                               Quindi, ricapitolando, sono più che a favore del diritto, e sottolineo diritto, di voto alle donne.

                                                  (S.L.)

La relazione

Jpeg

In quest’ultimo periodo abbiamo introdotto una nuova tipologia di testo: la relazione.

Questo è, appunto, un testo in cui si deve raccontare in modo preciso e dettagliato un’esperienza, un’attività, un argomento.

Noi abbiamo provato a fare una relazione sull’esperienza del teatro sociale. Abbiamo svolto questo lavoro con l’aiuto della nostra professoressa di lettere, che ci ha fornito gli strumenti necessari e ci ha anche rinfrescato un po’ la memoria.

In quest’articolo vi proponiamo le due relazioni migliori.

Buona lettura!                                                                                                                                                                                                     (V.C.)

 

Quest’anno, nel primo quadrimestre, la professoressa di lettere ci ha fatto partecipare ad un progetto di teatro sociale riguardante la dipendenza di noi giovani dai social network. Lo scopo era quello di farci capire che il mondo non gira solo intorno a internet.

Ho deciso di relazionare su questo progetto perché, anche se spesso non lo ammettiamo, noi ragazzi siamo fortemente dipendenti dai social e dalla tecnologia.

Il teatro sociale ha interessato la 3B, la 3C, la 3D e la 3E della nostra scuola.

La 3B e la 3C hanno organizzato insieme ai docenti la parte teatrale e i lavori successivi a questa che si sarebbero svolti nell’aula magna della scuola.

Sono stati estratti due alunni della 3B e due della 3C. Questi dovevano recitare nei ruoli di un giudice, un avvocato della difesa, un avvocato dell’accusa e l’imputato.

Gli altri alunni di queste due classi sono stati divisi in vari gruppi: in quattro dovevano occuparsi di andare a chiamare le altre due terze (la 3D e la 3E), altri erano gli addetti alla distribuzione di cappotti e guanti e infine c’erano gli studenti che dopo lo spettacolo avrebbero dovuto organizzare i lavori di gruppo.

Il progetto ha richiesto varie prove nelle settimane precedenti allo spettacolo e ancora di più per gli attori che dovevano imparare tutte le varie parti.

Lo spettacolo ha avuto inizio con quattro alunni di 3B e quattro di 3C che sono andati a chiamare le due classi spettatrici, la 3D e la 3E.

Dal primo piano, le classi sono state portate nell’atrio della scuola, dove c’erano i ragazzi che si occupavano della distribuzione dei cappotti e dei guanti.

I ragazzi che ricevevano i guanti sarebbero andati in un gruppo, quelli con i cappotti in un altro e quelli senza niente in un altro ancora.

A quel punto ci si è spostati verso l’aula magna dove c’era la ragazza che avrebbe interpretato il giudice che indicava ai ragazzi dov’era la propria postazione.

Una volta che i gruppi si sono sistemati, è iniziato lo spettacolo teatrale vero e proprio.

La scena rappresentava un’udienza, in cui l’imputato era accusato di stare troppo sui social e di conseguenza di tralasciare i propri amici e il proprio dovere a scuola.

L’accusato, tutelato dall’avvocato della difesa, ha dato avvio ad un vero e proprio dibattito.

Ad un certo punto però è intervenuto il giudice che ha chiesto ai tre gruppi di spettatori di esprimere la propria opinione e di schierarsi o con l’accusa o con la difesa.

I componenti dei vari gruppi, dopo essersi consultati e dopo aver scelto la propria risposta, attraverso un rappresentante, l’hanno comunicata al giudice.

Conclusosi il “processo” si è passati all’ultima fase: i lavori di gruppo.

I quattro gruppi sono stati posti ai quattro angoli della stanza e sono stati fatti sedere in cerchio.

Durante questa parte agli alunni delle varie classi sono state sottoposte delle domande tipo: ‘‘Che cosa avete pensato quando all’improvviso siete dovuti scendere?’’ ecc,

Le sensazioni che ciascuno aveva provato doveva scriverle su di un foglio.

Alla fine di questa piccola intervista, i gruppi sono potuti andare a vedere i fogli degli altri posizionati sul pavimento.

Secondo me questo progetto è stato molto bello e anche divertente, purtroppo però, non è servito a cambiare il rapporto tra noi ragazzi e i social network. Difatti noi adolescenti siamo così legati a questo mondo virtuale che una sola mattinata non poteva bastare a cambiarci.

Riguardo alla riuscita o meno del progetto…beh lo spettacolo è stato veramente bello e gli attori sono riusciti a mantenere sempre alta l’attenzione degli spettatori. Peccato solo per la parte del lavoro a gruppi che essendo stata provata poco e diretta unicamente dai ragazzi è stata poco produttiva e anche un po’ noiosa.

(I.P.)

AUGURI A TUTTI

2015-12-07-20-06-57-079

                                                    (foto by C.C.)

 E’ arrivato il momento più magico dell’anno, anche se ultimamente si è un po’ perso lo spirito natalizio.

Noi della III B vi auguriamo comunque buon Natale sperando di ravvivare la magia di questa festa.

BUON NATALE

 

CRACIUN FERICIT (moldavo)

Wesołych Świąt (polacco)

GEZUAR KRISHLINDJET (albanese)

 

Le religioni a confronto

Le religioni

In classe, affrontando l’ argomento del Cristianesimo, abbiamo scoperto che ci sono diversi alunni di altre religioni, quali quella Musulmana e Ortodossa. Noi abbiamo approfondito quella Ortodossa, presente nei paesi dell’Est Europa (Romania, Bulgaria, Ungheria, Ucraina….).

I cristiani ortodossi credono in Cristo, figlio di Dio. Praticano il segno della Croce, fatto, però, con tre dita unite (pollice, indice, medio) il cui significato è: il Padre (pollice), il Figlio (indice) e lo Spirito Santo (medio).

La Religione Ortodossa presenta delle differenze rispetto a quella Cattolica. Ad esempio:

  • I preti si possono sposare.
  • Ẻ vietato l’uso di statue, ma sono ampiamente usate le icone, incise e dipinte.
  • Il battesimo è per immersione e non per aspersione.
  • La lingua canonica è quella greco-slava.
  • Cambia il calendario canonico e quindi le date di Pasqua, Natale e altre feste vengono festeggiate in un altro giorno.
  • La fede nuziale viene messa sull’anulare destro e non sinistro.
  • Nella Religione Ortodossa non si pratica né la cresima né la comunione.
  • Prima delle grandi feste, come il Natale e la Pasqua, le persone “tengono il magro”, cioè mangiano solo legumi ed insalata e non mangiano carne, burro, uova, ecc
  • la chiesa si chiama BISERICA
  • Dio si chiama DUMNEZEU oppure Dèl (in dialetto rumeno).

 

PASQUA ORTODOSSA

La Pasqua Ortodossa cade qualche giorno dopo quella cristiana.

La notte prima di Pasqua, più o meno verso la 22,00-23,00 si va in chiesa a pregare. Si sta in chiesa da quell’ora fino alle 4,00 circa del mattino seguente, il giorno di Pasqua.

Ovviamente, stando in piedi o sulle sedie, viene un po’ di appetito. Ecco perchè

si può portare qualcosa da casa da mangiare (pane e salame, formaggi, dolci, bibite). Si porta, inoltre, un cesto (che si dona al prete) con il sale, che rappresenta la fortuna, e una bottiglia di vino, che rappresenta il sangue di Cristo.

Questa usanza si chiama DENIE.

Una settimana prima di Pasqua, invece, si ha la Sàptàmàna Mare (settimana grande), in cui non si possono mangiare cose derivate da animali (uova, formaggio, carne, latte……). Questo per non offendere Gesù morto di Venerdì e resuscitato di Domenica.

 (G.X. – N.P. – O. Come.)

Ed ora ecco a voi una tabella riassuntiva di tutte le religioni fino ad ora studiate, fatta grazie anche all’aiuto della prof di Religione

Cattura

Cattura

Cattura

Pronti…..via!!

20140801_144438

 

Ed eccovi arrivati al vostro ultimo anno di medie: il traguardo si sta ormai avvicinando!

Il vostro blog continuerà ad accompagnarvi, registrando le vostre conquiste, le vostre fatiche, i vostri divertimenti e i vostri approfondimenti.

Buon viaggio a tutti voi.

 

prof M

Books on Friday

ggogog

 

“Reading without reflecting is like eating without digesting.”
― Edmund Burke

 

Eccezionalmente di sabato, eccoci con la nostra nuova recensione.

Oggi voglio parlarvi di un libro secondo me bellissimo: ‘‘Sotto il burqa’’ scritto da Deborah Ellis.

Parvana è una ragazza di undici anni che vive in una cittadina in Afghanistan sotto il regime dei talebani.

La sua famiglia è in un momento di difficoltà visto che suo padre per vari motivi è stato arrestato e quindi non c’è più nessuno in grado di lavorare in casa sua perché secondo i comandi dei talebani le donne posso uscire soltanto se scortate da un uomo.

In quel momento Parvana si trova a dover fingere di essere un ragazzo per poter andare a lavorare al mercato ed aiutare la sua famiglia, è proprio sul posto di lavoro che incontra varie persone con cui riuscirà a distrarsi.

Questo libro mi è piaciuto molto perché parla di vari argomenti molto forti per esempio la guerra, i divieti che hanno le donne e i bambini e le bambine che devono lavorare (nel caso di Parvana addirittura travestirsi)  scritti però in modo abbastanza leggero ( naturalmente per quanto possibile visto che sono argomenti difficili).

I.P.

Anche questo post partecipa al venerdì del libro di Homemademamma.

 

Books on friday

20150513_160201

If you don’t like to read, you haven’t found the right book.
J.K. Rowling

Perché capire significa poter giudicare ed esercitare una capacità critica;

confrontarsi con le opinioni altrui aiuta a farsene di proprie,

aiuta a pensare con la propria testa.

Magari controcorrente.

(dal libro Visto, si stampi – Nicoletta Martinelli e Rossana Sisti, citato dal sito homemademamma in occasione delvenerdì del libro di questa settimana)

Il libro di cui voglio parlarvi oggi è L’avventura di Ulisse di Andrea Molesini.
Questo libro reinterpreta le avventure di Ulisse il personaggio dell’Odissea di Omero,
che dovrà allontanarsi da Itaca, la sua città, per molto tempo, con i suoi compagni affrontando pericolosi viaggi e insidie.

Per me la parte più bella è quella dell’incontro con le sirene.
Questo libro lo consiglio a tutti, sia ragazzi che adulti.

M.G.

 

Books on Friday

026

“I have a passion for teaching kids to become readers, to become comfortable with a book, not daunted. Books shouldn’t be daunting, they should be funny, exciting and wonderful; and learning to be a reader gives a terrific advantage.”
― Roald Dahl

Oggi doppio post. Oltre alla recensione del libro vi proponiamo anche la lettura degli elaborati di alcuni alunni del nostro Istituto che hanno partecipato al concorso Caro amico di carta… che si è tenuto anche per celebrare la Giornata del Libro lo scorso 23 aprile.

Qui di seguito, quindi, la recensione e poi gli elaborati, preceduti dalla presentazione del concorso e delle sue finalità scritte dalla nostra referente del Progetto Biblioteca, prof.ssa Lorenza Meloni.

 

 

Il libro di cui voglio parlare si intitola Fra le stelle e il cielo ed è stato scritto da Erica Bertelegni.
La storia è ambientata in un castello del 1816 e parla di una giovane principessa di nome Annalisa, nel castello vive con suo padre che è sempre impegnato nel governo del suo regno, con la sua istitutrice di nome Geltrude e con le serve.
Purtroppo la madre di Annalisa è morta quando lei era piccola.
La giovane principessa ha la grande passione per la lettura, infatti quando finisce le lezioni con Geltrude si rifugia sempre in biblioteca per leggere. Inoltre Annalisa ha un sogno: quello di vivere in libertà e di non restare sempre chiusa nel castello.
Una notte Annalisa si sveglia e incontra per la prima volta una ragazza che non è una ragazza qualunque ma è il fantasma di una sua antenata che la aiuterà a scoprire il suo destino…
Questo libro mi è piaciuto molto perché ci sono anche dei misteri che la protagonista deve risolvere e anche l’amore.

M.G.

♦♦♦♦♦♦♦

23 aprile: Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore alla scuola Angelini.

Le cose belle di solito non hanno bisogno di una ricorrenza per essere festeggiate, ma, se la ricorrenza c’è, forse diventano più belle e più sentite. Ecco perché un’attività come la lettura non avrebbe bisogno di essere celebrata, ma il fatto di dedicare una giornata al libro, alla lettura e al gusto di leggere dà solennità a un momento già di per sé molto importante.

Da alcuni anni alla scuola Angelini si celebra la ricorrenza del 23 aprile con varie iniziative. La più coinvolgente è un concorso di scrittura rivolto a lettori più o meno appassionati ( come sono spesso i lettori di oggi…) per stimolare nei ragazzi la “voglia” di leggere, che è molto diversa dall’obbligo di leggere… Uno dei vincitori dello scorso anno, per esempio, ci ha spiegato perché NON ama leggere… Tutto questo serve a creare comunque una discussione sulla lettura, sulle esperienze e sulle riflessioni che possono scaturire dal rapporto con la carta stampata.

La tematica del concorso di quest’anno era “Caro amico di carta…” e chiedeva ai ragazzi di scrivere una lettera ad un personaggio incontrato sui libri, esponendo opinioni positive, ma anche negative, dando consigli o rimproveri… La commissione esaminatrice ha letto con molta attenzione i testi, alcuni così profondi da far nascere il desiderio di rileggerli ancora, e a fatica ha scelto i vincitori.

I premi sono ovviamente dei libri, ma seguendo una tradizione catalana che abbiamo imparato a conoscere, ogni libro è accompagnato da una rosa. Non un fiore fresco, ma un segnalibro di carta che può restare inalterato per fissare nel tempo l’emozione di una pagina.

Professoressa Lorenza Meloni

WP_20150508_004 (1)

1)

Caro amico di carta,
ti scrivo perché dei tanti personaggi che ho conosciuto sei quello che non ho ancora dimenticato.
È proprio vero quando si dice che un libro è maestro di vita, perché tu insieme al racconto lo sei stato. Il libro di cui parlo è Wonder e tu sei Auggie, il ragazzino dal viso deforme, coraggioso e pieno di forza. Volevo ringraziarti perché mi hai fatto pensare molto. Quante volte guardiamo male una persona disabile? Quante volte solo per l’aspetto ci allontaniamo? E quante volte non proviamo a capirla! Tu mi hai dimostrato come si soffre e come ci si sente ad essere considerati “diversi”. Anche a me capita di far parte della gente che si spaventa a vedere una persona deforme, anch’io mi rendo conto di essermi messa poche volte dall’altra parte. Purtroppo, anche se è difficile riconoscerlo, viviamo in un mondo dove il pregiudizio e la discriminazione sono ripetuti quotidianamente, anche in piccoli gesti. Io penso che non ho nessun consiglio da darti, perché tu sei il più grande esempio che si possa avere. Oramai si ammirano le persone belle e magre, ma penso che tu, come altri ragazzi, siate le vere persone d’ammirare perché nonostante siate meno fortunati di altri, apprezzate molte più cose, anche i piccoli gesti e non vi arrendete mai.
Grazie per l’insegnamento che mi hai dato.
G.Z.

2)

A Mary, protagonista del libro Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett.
Cara Mary,
ti scrivo perché mi ha colpito molto la tua storia: nonostante tutto, sei rimasta sempre allegra e non hai mai perso la speranza. Con il tuo arrivo a Misselthwaite, la grande casa triste e austera di tuo zio è diventata piena di vita e di mille colori. Solo tu potevi scoprire quel giardino tenuto cosi a lungo segreto! Grazie a te, Colin e tuo zio hanno riallacciato il loro rapporto, la tua scoperta ha riempito di gioia il cuore di tutti e ha fatto scorrere una nuova vita nell’antica dimora e nei suoi abitanti.
Hai veramente avuto molta pazienza con Colin, è stato veramente emozionante vederlo camminare di nuovo e stare felice all’aria aperta nel giardino. Anche tuo zio ha ritrovato la gioia di vivere grazie a te.
Mi hai insegnato cos’è la felicità per le piccole cose, che cosa sono l’amicizia, la sofferenza, il coraggio e l’amore. Sei una piccola grande donna, anche nei momenti più difficili, non ti sei abbattuta, come avrebbero fatto molte ragazzine della tua età. Apprezzo ciò che hai fato per regalare la felicità alle persone della casa, Signora Medlock a parte!
La tua ammiratrice,
G.G.

3)

Caro Harry Potter, amico di carta,
sono un grande appassionato delle tue avventure;
è grazie al tuo cuore tenero e generoso che affronti molti pericoli per il bene dei tuoi amici e ti imbatti in numerose situazioni difficili.
Vorrei essere come te e cerco di imitarti difendendo e aiutando gli altri quando quando sono in difficoltà, ma questo non mi riesce benissimo perché io non sono coraggioso come te.
Mi commuove il coraggio con cui superi sempre le tue paure anche quando si materializzano, ad esempio nello specchio delle Emarb o con il Molliccio che si trasforma.
Tu sei il mio idolo, leggendo i tuoi libri ho imparato ad essere più sicuro di me e a non avere paura degli altri e di quello che mi succede intorno.
E anche quando la paura c’è cerco di pensare che le cose si possono sempre cambiare, basta usare il cuore e anche un po’ la testa. Purtroppo non ho la bacchetta magica come te, ma non importa perché tu mi hai insegnato che, guardando bene dentro di sé, si possono trovare le risorse per superare le difficoltà, magari anche con l’ aiuto delle persone che ti vogliono bene.
Ciao caro Harry, ora scappo perché devo finire di leggere la prima prova del torneo Tremaghi.
Grazie per la tua amicizia.
G.G.

4)

Cara Memouna,
ho letto un libro molto bello nel quale ti ho conosciuta: Yaël Hassan, Albert il Toubab
Ti stimo molto perché, nonostante tu abbia solo nove anni, sei riuscita a far sciogliere il cuore duro  di Albert, un uomo che nemmeno conoscevi e che era veramente un po’ “orso”.
Mi sei sembrata anche molto divertente quando pronunciavi delle  parole in modo sbagliato per i tuoi problemi di lingua, ad esempio: “…Bravo, gli hai fatto abbassare la CROSTA!!!…” oppure  “…Bonomo…”
Poi, leggendo, ho scoperto che sei anche un’ottima cuoca: il pollo che hai cucinato mi faceva venire l’acquolina in bocca! Gnam, gnam, slurp!
Chissà come ti sentivi mentre la tua mamma era in ospedale…
Chissà come ti sentivi quando tuo padre veniva a cercarti per portarti in Senegal…
Secondo me avevi un po’ paura di tutte e due le cose, ma non lo facevi né vedere né sentire perché tu sei una bambina forte e anche un po’ vivace.  Sei una bambina speciale che ha saputo affrontare con coraggio ed energia la sua vita piena di pericoli e di sorprese.
Anch’io in questi giorni ho vissuto un’esperienza simile, non tanto grave, però mi è venuta  un po’di paura: mio papà è stato operato e, quindi, è dovuto stare all’ospedale. E’ stato solo per una notte, ma mi è sembrato tanto! Però adesso sta bene e, come la tua mamma, è tornato a casa.
P.S. Spero di sapere come continuerà la tua vita in un prossimo libro!! CIAOOOOO!!!
Grazie per avermi insegnato ad essere forte.
La tua amica M.I.

5)

Caro Iqbal,
Ho deciso di scriverti perché grazie a te e alla tua storia ho conosciuto il valore della libertà.
Essere liberi significa scegliere, sorridere, piangere, sbagliare, crescere, libertà significa “VIVERE”.
La tua storia non potrà mai essere dimenticata!
All’ età di cinque anni ti hanno strappato dalla tua famiglia e portato, insieme ad altri bambini, in una fabbrica di tappeti a lavorare. Le vostre speranze erano scritte su una lavagna sulla quale il padrone cancellava i giorni che vi separavano dalla libertà, essi però non finivano mai, rimanevano lì, congelati! Tu e i tuoi compagni eravate costretti a lavorare giorno e notte, incatenati ai telai, sognando una vita nuova, in cui eravate liberi, ma il vostro sogno era incatenato a sua volta con voi. Ogni giorno le vostre speranze diminuivano e i ricordi del passato venivano soffocati dal presente. Nonostante la situazione, tu hai avuto la forza di costruire un aquilone, che ti ha aiutato a continuare a credere nella vita e nella libertà. Le catene della schiavitù legavano i tuoi poveri piedi, ma è stata la mente a fare di te un ragazzo libero…
Mi ha affascinato il modo in cui sei riuscito ad affrontare con coraggio il tuo padrone e subito dopo a fuggire via, per cercare aiuto. Grazie alla tua tenacia hai liberato tutti tuoi compagni e insieme siete arrivati in una casa di accoglienza, dove i liberatori si sono affrettati a cercare gli indirizzi delle vostre famiglie, ma tu non volevi tornare a casa, perché sentivi il bisogno di rendere liberi gli altri bambini schiavi.
Come il tuo aquilone sei caduto molte volte a terra ma nonostante ciò hai avuto sempre la forza di rialzarti, per combattere per quello in cui credevi.
Alla fine c’è stato anche chi ha avuto il coraggio di ucciderti. Era il 16 Aprile del 1995, giocavi con il tuo aquilone e come questo ti sei lasciato andare, così, semplicemente…
Non posso fare a meno di pensare che avevi la mia età quando sei morto! Sono passati vent’anni da allora, ma il tuo ricordo rimane vivo, sei un esempio per tutti.
Ti saluto Iqbal, piccolo grande amico, ti saluto con il dolore per il tuo assassinio ma anche con la gioia di aver conosciuto un ragazzo così speciale.
Nella mia vita vorrei fare qualcosa d’importante, proprio come te, Iqbal Masih.
S.A.

6)

(A Liesel di Storia di una ladra di libri)
Cara Liesel,
ti scrivo questa lettera per ringraziarti perché grazie a te ho imparato molto sulla vita. Ammiro molto il tuo coraggio ed il tuo modo di affrontare le situazioni perché in ognuna, bella o brutta che fosse, sei riuscita ad andare avanti dimostrando una grande forza. La tua vita non è stata semplice ma, anche dopo numerose tragedie nella tua famiglia, sei riuscita a rialzarti.
Credo di avere molte cose in comune con te, prima fra tutte, la passione per i libri che tu salvavi come se fossero stati esseri viventi e che io leggo con passione essendo il mio passatempo preferito. Tu i libri hai imparato ad amarli prima desiderando ardentemente di poterli leggere e poi salvandoli dalle sorti più crudeli. Questo è un bellissimo insegnamento che, a mio parere, dovrebbe accomunare tutti gli uomini perché leggere è un modo per imparare a superare dolori e situazioni difficili ma anche un insegnamento di vita che permette di imparare dagli errori dei protagonisti per costruire una vita migliore. Perché ogni libro, proprio come tu mi hai dimostrato, nasconde, alcuni superficialmente ed altri più in profondità, un insegnamento che merita di essere portato alla luce. Tu questo l’hai capito perché salvandoli hai dimostrato che ogni libro merita di essere letto anche solo per il fatto di essere un libro. Merita di essere letto a prescindere dalla copertina o dal titolo, proprio come gli uomini hanno il diritto di vivere anche solo per il solo fatto di essere uomini, a prescindere dalla pelle e dalla lingua.
S.S.

7)

Caro Geronimo Stilton,
amico di tante avventure, ti scrivo per ringraziarti per tutte quelle bellissime esperienze che abbiamo vissuto insieme nei nostri viaggi fantastici …
Ti ricordi come ci siamo divertiti nel QUARTO VIAGGIO NEL REGNO DELLA FANTASIA?
Siamo partiti per un’avventura mozzafiato nella quale dovevamo recuperare l’ultimo uovo di drago rapito dal bugiardo TIZZONE III DA GRANDBRACE.
Ti ricordi quando ci siamo imbattuti nel regno dei draghi d’argento? E quando abbiamo visitato il giardino delle Sette Sorelle? Oppure quando siamo stati imprigionati nell’orribile regno dei troll?
Così tante fantastiche avventure che neanche un giorno intero basterebbe per elencarle tutte.
In queste avventure insieme a te ho imparato tante cose che mi serviranno nella vita reale di tutti i giorni … mi hai insegnato ad essere sempre positivo e a non scoraggiarmi davanti alle prime difficoltà. A relazionarmi con persone anche molto diverse da me. Ad avere fiducia in me stesso e negli amici che mi vogliono bene. A non avere paura delle cose nuove che non si conoscono perché nel nuovo c’è sempre qualcosa di bello da imparare. Tu, Geronimo, sei un topolino piccolino e molte volte affronti le tue avventure con un po’ di paura ma comunque le affronti lo stesso, perché è così che fanno le persone sagge. Il vero coraggio è affrontare ciò che non conosciamo e che ci spaventa ma trovare la forza di farlo comunque.
La mia parte preferita di tutto il nostro viaggio immaginario è stata la Grande Battaglia tra draghi. In quella missione ci siamo trovati nel bel mezzo di una battaglia tra il bene e il male. Tutti volevano l’ultimo uovo di drago, chi lo voleva proteggere e chi invece lo voleva ancora distruggere, non potevamo fidarci di nessuno ma alla fine, siccome il bene trionfa sempre, abbiamo aiutato i buoni a salvare l’uovo e ne siamo usciti vincitori!
A questo punto non mi resta che salutarti ed attendere la nostra prossima avventura che non vedo l’ora di leggere, ciao e a presto!
G.S.

8)

Lettera a Mary protagonista del libro “ Il giardino segreto “ di Frances Hodgson Burnett.
Cara Mary,
tu non mi conosci, per cui mi presento: mi chiamo A. e ho 12 anni, quindi possiamo dire di essere quasi coetanee.
Quando ho iniziato a leggere la tua storia, non mi piacevi: eri troppo egoista, viziata e scontrosa, te lo dico come se fossi una mia amica, eri veramente insopportabile!
Continuando tuttavia, nella lettura, ho apprezzato la tua crescita personale e i tuoi sforzi per riuscire a cambiare. Brava!
Ti faccio proprio i miei complimenti! Mi hai insegnato l’importanza dell’amicizia e della speranza, c’è sempre un seme dentro di noi pronto a germogliare.
Grazie alla tua storia, ho capito che la natura può fare miracoli, che la bontà di un essere umano può fiorire anche in un giardino immerso in un sonno profondo da tanto tempo.
Spero di diventare un giorno un’amica speciale  come sei stata tu per me e se possibile aiutare chi ha bisogno a superare le difficoltà della vita, insomma, nel mio piccolo desidererei fare qualcosa anch’io per gli altri, come sei riuscita a fare tu.
Vorrei coltivare anch’io il mio giardino segreto e mi piacerebbe che un giorno potesse farne parte un’ amica straordinaria come sei stata tu.

A.L.
Anche questa settimana partecipiamo al Venerdì del Libro del sito homemademamma.