Archivi Blog

Il voto alle donne

20160503_171023

L’otto marzo, come  saprete, è la giornata internazionale della donna.
Noi alunni della 3B, insieme alla nostra professoressa di lettere, abbiamo ampliato le nostre conoscenze su questa festa: le sue origini, perchè si festeggia, dove è nata e così via…
Contemporaneamente, abbiamo iniziato ad affrontare il testo argomentativo. Così la professoressa ci ha dato un compito molto interessante.

A ognuno di noi é stato chiesto di mettersi nei panni di un parlamentare inglese dei primi del 1900, che in una seduta parlamentare nell’ambito del dibattito sul voto alle donne, doveva esporre in modo convincente la propria idea, cioé se concedere o no tale diritto.
Di seguito,  potrete trovare alcuni dei testi che abbiamo prodotto.

                                                                                              (C. N.)

1) 

Ora, signori, a noi si pone un quesito che non possiamo più rimandare ai posteri come già fatto in passato: le donne, che tanto desiderano questo diritto, potranno votare?

Ovviamente bisognerà votare per ottenere la risposta a codesta domanda, ma io vorrei poter esporre i miei pensieri ed inizierei  col porre la seguente domanda: perchè le nostre mogli non potrebbero votare?

Come ben tutti sanno, le donne hanno un intelletto pari a quello degli uomini e se istruite possono fare cose meravigliose. Pensiamo a Mary Shelley, ad esempio, che scrisse Frankestein; suvvia, signori, chi ha letto quel libro può sostenere che una donna non abbia dato forse prova di grande intelletto?

Le donne, inoltre, ci sono state a fianco in questa Grande Guerra: hanno portato avanti l’economia, fabbricato armi e cresciuto i nostri figli e tutto questo senza l’ausilio degli uomini, che erano in guerra. Praticamente ci hanno aiutato a vincere senza lasciare i nostri figli incustoditi!

Infine, perchè se abbiamo avuto due grandi donne al potere, le regine Elisabetta I e Vittoria, non possiamo permettere oggi alle donne di votare chi ci governerà? Potreste dire che quelle regine non hanno fatto scelte sagge?

Ordunque, ancora oggi neghiamo il diritto di voto alle donne seppur esse abbiano dato grandi esempi di saggezza e di forza durante la Grande Guerra. Questo, a mio parere, è scorretto nei loro confronti.

Ora a voi la scelta: continueremo in questa ingiustizia oppure no?

(V.C.)

2) 

Cari colleghi parlamentari,

da sempre le donne hanno lottato per essere pari all’uomo ottenendo ben poco, sfortunatamente.

A mio parere, dovremmo invece cambiare questa situazione e dar loro finalmente quello che chiedono: essere considerate pari all’uomo e quindi con gli stessi diritti!!

La donna non può essere considerata inferiore, perchè non lo è; anzi, senza di lei la vita non sarebbe possibile.

Inoltre, se concedessimo loro il diritto di voto, ognuna si sentirebbe sempre più partecipe alla vita sociale e politica; dovessero poi un giorno entrare in politica, potrebbero anche aiutarci a prendere decisioni migliori.

Infine, potrei anche azzardare a dire che concedere il diritto di voto alle donne potrebbe indicare al mondo intero che il nostro Paese si sta davvero evolvendo.

È vero, le donne possono commettere errori, ma non sbagliamo anche noi?

In conclusione sostengo che se l’uomo ha dei diritti, tra cui quello di voto, anche la donna li deve avere.

(G.B.)

3) 

Cari compagni parlamentari,

mi trovo qui oggi per esporre il mio parere sull’introduzione del Suffragio Universale Femminile.

Io penso che sia una cosa più che giusta far votare le donne e questo per diversi motivi.

Innanzitutto penso che siano uguali a noi uomini e quindi dovrebbero avere i nostri stessi diritti.

In secondo luogo, dobbiamo considerare che sono proprio le donne che ci hanno fatto nascere, che ci hanno cresciuti e fatti diventare quello che oggi noi siamo.

Infine, se le donne si stanno battendo in modo così convinto e deciso tanto da arrivare a sacrificare la propria vita o la propria libertà,  ritengo che sia per loro una cosa molto importante.

Quindi ribadisco di essere a favore del Suffragio Universale Femminile.

(S.C.)

4)

Cari parlamentari,

l’Inghilterra, in seguito alla seconda rivoluzione industriale, si è molto modernizzata; inoltre, il nostro amato paese è uscito vittorioso dai campi di battaglia della prima guerra mondiale. Ecco perchè, al momento, siamo una delle più importanti potenze del XX secolo.

Il fatto è che un paese così moderno e avanzato economicamente e militarmente dovrebbe fare un passo in avanti anche in campo politico, concedendo alle donne il diritto di voto.

Possiamo affermare sinceramente che non se lo meriterebbero?

Durante il periodo di guerra si sono dimostrate capaci di fare lavori maschili e non deve esser stato facile per loro. Provate, per un istante, a mettervi nei loro panni. Non vedevano i mariti, i figli o  loro parenti da mesi, ma hanno trovato lo stesso la forza e il coraggio di fare lavori ai quali non erano abituate. Sono anche riuscite a mandare moltissimi rifornimenti al fronte e, col poco rimasto, hanno mantenuto il resto della famiglia.

Questo proprio sarebbe il momento ideale per conceder loro questo riconoscimento.

Inoltre molte donne, che si fanno chiamare ‘suffragette’, stanno sacrificando la propria libertà, se non la propria vita e non mi sembra il caso di far aumentare il numero delle martiri.

Per concludere: ricordate cosa sosteneva l’Illuminismo? Che ogni essere umano fosse dotato di razionalità. Per cui visto che le donne rientrano tra gli esseri dotati di intelletto, a parer mio, dopo tutti i sacrifici che hanno fatto sia per noi che per i nostri soldati,  meritano a pieno titolo il diritto al voto.

(I.P.)

5) 

Cari parlamentari,

dato che in questi ultimi anni le suffragette stanno diventando sempre più determinate a conquistare il diritto al voto, vorrei poter esporre la mia opinione.

Penso che sarebbe anche un loro diritto, perché a ben pensarci, le donne non sono meno importanti o meno forti di noi uomini. Infatti, sono state utili durante la Prima Guerra Mondiale.

Inoltre, se diamo loro il diritto di voto, potremmo rendere la nostra società più unita e loro potrebbero aiutarci nelle decisioni politiche che dovremo prendere. In tal modo, le suffragette non prenderebbero più decisioni estreme, come quelle di incatenarsi al cancello di Buckingham Palace o fare lo sciopero della fame nelle prigioni.

Ribadisco quindi che sarebbe un bene per la nostra società concedere il diritto di voto alle donne.

(N.P.)

6) 

Miei cari parlamentari,

vorrei invitarvi a riflettere sui diritti delle donne.

Per secoli sono state considerate come inferiori a noi; ora  è giunto il momento di cambiare questo modo di pensare alquanto arretrato.  In tal modo potremmo diventare un esempio per gli altri paesi europei e la società inglese si avvierebbe a diventare una società più equa.

(C.N.)

7)

Cari parlamentari,

fin dall’antichità è stato sempre l’uomo a votare e mai la donna. Oggi, però, per la prima volta possiamo cambiare la storia dando il diritto di voto alle donne.

A mio parere se lo meritano,  perché durante la guerra, mentre gli uomini combattevano al fronte, loro hanno dimostrato di potersi sostituire agli uomini, rivelando di essere nostre pari.

Inoltre,  la Costituzione afferma che tutti, maschi e femmine, sono uguali; quindi applichiamo questo articolo.

Infine, le donne potrebbero aiutare noi politici, dandoci consigli anche molto giusti.

Ribadisco quindi il fatto che le donne debbano avere gli stessi diritti degli uomini, tra cui il diritto al voto.

(anonimo)

8)

Cari parlamentari,

sarò breve.                                                                               

Io sono assolutamente a favore del diritto di voto alle donne. Perché?                                                         

 Beh, prima di tutto, ritengo, anzi ne sono certo, che le donne siano uguali agli uomini: nessuno è superiore o    inferiore a nessuno.                                                                

Se, per esempio, pronunciassi la parola ” donna “, a cosa pensereste? Sicuramente, prima di tutto, al suo corpo e a quello che noi le permettiamo di fare, ovvero fare figli e prendersi cura della casa.

Certamente non pensereste mai al fatto che possano avere delle idee, che non conoscete e mai conoscerete se non darete loro la possibilità di esprimerle.

In secondo luogo, credo che si debba riconoscere  a loro il diritto di voto, perché, avendo probabilmente idee diverse dalle nostre, potrebbero aiutarci a migliorare il nostro futuro.                               Quindi, ricapitolando, sono più che a favore del diritto, e sottolineo diritto, di voto alle donne.

                                                  (S.L.)

International Mother Language Day

Proverbio Arabo

Questa giornata è stata creata dall’UNESCO per promuovere la diversità linguistica, culturale e anche il multilinguismo. Pertanto è stato stabilito che ogni 21 febbraio si celebri la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE.
La ricorrenza, istituita nel 1999, si è celebrata a partire dall’anno successivo. Solo nel 2007 però è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale dell’ONU. Il 2008 è stato proclamato addirittura Anno Internazionale dei Linguaggi.
E’ stato scelto un giorno preciso di febbraio per ricordare la sollevazione avvenuta il 21.02.1952, nell’allora Pakistan orientale, in difesa del bengalese, lingua ufficiale di quella parte del paese. Durante quella protesta furono uccisi diversi studenti dell’Università di Dacca.

I dati sono oggi allarmanti. L’UNESCO afferma infatti che: ”Quasi la metà delle oltre 6.000 lingue parlate nel mondo, potrebbe scomparire entro la fine del secolo”.
Ecco perché l’UNESCO propone di celebrare ogni anno la lingua come strumento di conservazione del patrimonio culturale di ogni popolo.

(S.L., A.R., F.L., I.P., G.C.)

Sintesi made by N.P.

Photo by C.N.

Anche noi in classe ci siamo cimentati a leggere brani scritti nelle lingue dei nostri compagni… non è stato semplice.

Ora, provate anche voi. Qui di seguito troverete i brani, con la relativa pronuncia e traduzione…

Buon divertimento!!!!!

 

POLACCO

Budujemy nasz dom na piasku,
Cena nie gra roli dziś,
Kupiliśmy prawie wszystko,
Ale wciąż nie mamy nic.

Pronuncia: buduieme nasc dom na piascu,
zena nie gra roli gisc
cupiliscme pravie vscestco,
ale vciaoz nie mame ni Č

Traduzione: Costruiamo la nostra casa sulla sabbia
Il prezzo non ha ruolo oggi,
abbiamo comprato quasi tutto
ma comunque non abbiamo niente

(V.C.)

ALBANESE

Dy lulet e bardha moj gne dùrat pèr vajzè.
Dy lulet e bardha moj gne dùrat pèr djalè.
Ta mar moj nano.
Ta mar mos e mar.
Mere bije nanosò.
Dialit mas junday.

pronuncia: du lulette e barda moi gne durat per vaisen.

                 du lulette e barda moi gne durat per dialin.

ta mar moi nano.

ta mar mos e mar.
mere bije nanoso.
dialit mos iundai.

traduzione: due fiori bianchi per la ragazza
due fiori bianchi per il ragazzo
nonna lo prendo?
lo prendo o non lo prendo?
prendilo ragazza mia e non lasciatevi mai.

(G.X.)

 

 

 

 

Diritto di cittadinanza

Nei mesi di settembre e ottobre la tv ci ha mostrato immagini molto forti, a volte anche drammatiche, di numerosi sbarchi di immigrati a Lampedusa, piccola isola a pochi chilometri dall’Africa, ma appartenente al territorio italiano.

Tutto questo ci ha dato lo spunto per parlare in classe del diritto di cittadinanza e di come si ottiene la cittadinanza nel mondo.
Abbiamo così scoperto che la si può ottenere in due modi diversi, cioè tramite lo:
ius soli
ius sanguinis

IMG-20131216-WA0001

Con lo ius soli, presente ad esempio in Francia e negli Stati Uniti, si ottiene la cittadinanza se si nasce sul suolo di quello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori (se questi l’hanno diversa, il bambino avrà così due cittadinanze).

.

Scan0001

Lo ius sanguinis, invece, è presente in molte parti del mondo, come ad esempio in Italia e in molti altri stati europei.

Prevede che si prenda la cittadinanza posseduta da uno dei due genitori.

In Italia si ottiene la nostra cittadinanza per:

· nascita: anche da un solo genitore italiano;
· matrimonio: se si sposa un/a italiano/a;
· residenza:

– chi nasce in Italia da genitori stranieri e vi risiede fino ai 18 anni, può richiederla entro i 19 anni;
– chi è un rifugiato politico da almeno 5 anni in Italia;
– chi è lavora ed è residente da almeno 10 anni in Italia in modo regolare.

(V.C. e S.C.)

Paint by M.G. e L.F.