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Per non dimenticare ….

27 Gennaio 1945 – 2015 

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LE FOIBE

LE FOIBE

Il 10 febbraio di ogni anno, per una legge italiana emanata nel 2004, è denominato IL GIORNO DEL RICORDO.
In questo modo si vuole ricordare ciò che hanno fatto i partigiani comunisti agli italiani in Jugoslavia. Difatti, tra il 1943 e il 1947, i soldati comunisti, obbedendo all’ordine di TITO, cacciarono o uccisero chi era fascista o non comunista.
In questo modo, in 4 anni, furono uccisi circa 10 000 italiani, si fece cioè una pulizia etnica. In quale modo?
I fascisti italiani, venivano cercati di casa in casa, portati nei pressi di grotte naturali di origine carsica, chiamate FOIBE, legati uno all’altro e posti in fila indiana. Poi si sparava ai primi 3 e i loro cadaveri venivano spinti nelle grotte. In questo modo i pochi morti si trascinavano appresso tutte le altre persone ancora vive. Molti morivano in conseguenza della caduta, altri, pur salvandosi, perivano poi per le ferite riportate; pochi sono sopravvissuti alla caduta e al dolore delle ferite e hanno potuto così testimoniare.
Questa violenza finì nel 1947 ,quando vennero segnati i nuovi confini tra Italia e Jugoslavia, per cui l’Istria e la Dalmazia non furono più territori italiani.  In questo modo circa 350000 italiani dovettero abbandonare tutti i loro averi e tornare in Italia, diventando così profughi.
Questa strage è stata ignorata per circa 50 anni e ancora oggi, si fa fatica a parlarne.

(A.R.)

Inseriamo, a questo punto, il resoconto scritto da una nostra compagna, i cui nonni italiani hanno vissuto in prima persona l’esodo forzato da Fiume.

Nel 1950, dopo il periodo delle foibe, le famiglia dei miei nonni, che abitavano ancora a Fiume (Rijeka in croato), si trovarono davanti ad una scelta: rimanere a Fiume e diventare così jugoslavi oppure ritornare in Italia come profughi per rimanere cittadini italiani. Sia la famiglia di mia nonna che quella di mio nonno optarono per la seconda possibilità.
Mia nonna e tutta la sua famiglia partirono da Fiume con solo due bauli contenenti le cose essenziali per vivere (lenzuola e vestiti) e qualche libro, abbandonando la casa e tutti gli altri beni.
Arrivati nel centro di smistamento a Trieste presero un treno che non si sapeva in quale campo profughi li avrebbe portati. Arrivarono in Abruzzo, vicino a L’Aquila e lì vennero alloggiati in un grosso edificio,  una ex colonia chiamata Roio Pineta, dove rimasero fino al 1953, quindi per 3 anni.
In seguito, visto che l’ex colonia doveva essere ripristinata, i profughi vennero spostati. In treno, furono portati a Cremona presso un ex caserma. Lì, come alla Roio Pineta, le famiglie vivevano in grandi stanzoni divisi equamente da tende…in ogni spazio vi era una famiglia che poteva essere anche di sei o sette persone (come quella di mia nonna).
Dopo tre anni, nel 1956, furono costruite delle case per i profughi e allora la famiglia di mia nonna si spostò lì.
Ancora adesso mia nonna ripensando a quei momenti piange, ma in fondo è felice perché è viva.  Nonostante questo mia nonna ha sempre le bombe e le case distrutte davanti agli occhi.

(I.P)

 

 

MAI PIU’ !

In questa sezione vorremmo parlare di tutti quegli eventi tragici successi nel corso della storia che hanno segnato tutta l’umanità.

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GIORNATA DELLA MEMORIA

Il 20 luglio del 2005, l’Assemblea Generale dell’ONU ha stabilito che si dovesse ricordare ogni anno l’orrore compiuto dai nazisti nei campi di concentramento e di sterminio, dove sono morti 6.000.000 di EBREI.

L’Italia già qualche anno prima (più precisamente nel 2000) aveva istituito per legge una giornata commemorativa il 27 gennaio.

E’ stato scelta tale data, perché in quel giorno del 1945 l’armata russa, che marciava verso Berlino, si era fermata in una cittadina polacca di nome Auschwitz. Lì aveva scoperto con orrore l’esistenza di un campo di sterminio, liberandone i pochi sopravvissuti.

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La cosa più assurda fu la scritta che trovarono sul cancello all’entrata: “ARBEIT MACHT FREI”, ossia: “IL LAVORO RENDE LIBERI”. Come si poteva sostenere ciò se gli uomini erano richiusi da mura e FILI SPINATI ELETTRIFICATI ????

Inoltre il lavoro che svolgevano i prigionieri in quei campi non li rendeva affatto liberi, anzi, li portava quasi sempre alla morte.

A questa tragedia sono dati molti nomi:

STERMINIO, ma è risultato fin da subito troppo generico;

OLOCAUSTO, che sta ad indicare il sacrificio di una vittima per una divinità, quindi è un atto sacro, ma agli Ebrei non è successo nulla di sacro;

SHOAH, che vuol dire annientare, è il termine più adeguato perché è quello che i nazisti hanno voluto fare agli Ebrei cercando di annientarli in massa.

(G.B.- O.C.- M.G.- S.L.- T.P.- I.P.)

Sintesi made by S.L.- G.L

Photo by prof. E