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Il voto alle donne

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L’otto marzo, come  saprete, è la giornata internazionale della donna.
Noi alunni della 3B, insieme alla nostra professoressa di lettere, abbiamo ampliato le nostre conoscenze su questa festa: le sue origini, perchè si festeggia, dove è nata e così via…
Contemporaneamente, abbiamo iniziato ad affrontare il testo argomentativo. Così la professoressa ci ha dato un compito molto interessante.

A ognuno di noi é stato chiesto di mettersi nei panni di un parlamentare inglese dei primi del 1900, che in una seduta parlamentare nell’ambito del dibattito sul voto alle donne, doveva esporre in modo convincente la propria idea, cioé se concedere o no tale diritto.
Di seguito,  potrete trovare alcuni dei testi che abbiamo prodotto.

                                                                                              (C. N.)

1) 

Ora, signori, a noi si pone un quesito che non possiamo più rimandare ai posteri come già fatto in passato: le donne, che tanto desiderano questo diritto, potranno votare?

Ovviamente bisognerà votare per ottenere la risposta a codesta domanda, ma io vorrei poter esporre i miei pensieri ed inizierei  col porre la seguente domanda: perchè le nostre mogli non potrebbero votare?

Come ben tutti sanno, le donne hanno un intelletto pari a quello degli uomini e se istruite possono fare cose meravigliose. Pensiamo a Mary Shelley, ad esempio, che scrisse Frankestein; suvvia, signori, chi ha letto quel libro può sostenere che una donna non abbia dato forse prova di grande intelletto?

Le donne, inoltre, ci sono state a fianco in questa Grande Guerra: hanno portato avanti l’economia, fabbricato armi e cresciuto i nostri figli e tutto questo senza l’ausilio degli uomini, che erano in guerra. Praticamente ci hanno aiutato a vincere senza lasciare i nostri figli incustoditi!

Infine, perchè se abbiamo avuto due grandi donne al potere, le regine Elisabetta I e Vittoria, non possiamo permettere oggi alle donne di votare chi ci governerà? Potreste dire che quelle regine non hanno fatto scelte sagge?

Ordunque, ancora oggi neghiamo il diritto di voto alle donne seppur esse abbiano dato grandi esempi di saggezza e di forza durante la Grande Guerra. Questo, a mio parere, è scorretto nei loro confronti.

Ora a voi la scelta: continueremo in questa ingiustizia oppure no?

(V.C.)

2) 

Cari colleghi parlamentari,

da sempre le donne hanno lottato per essere pari all’uomo ottenendo ben poco, sfortunatamente.

A mio parere, dovremmo invece cambiare questa situazione e dar loro finalmente quello che chiedono: essere considerate pari all’uomo e quindi con gli stessi diritti!!

La donna non può essere considerata inferiore, perchè non lo è; anzi, senza di lei la vita non sarebbe possibile.

Inoltre, se concedessimo loro il diritto di voto, ognuna si sentirebbe sempre più partecipe alla vita sociale e politica; dovessero poi un giorno entrare in politica, potrebbero anche aiutarci a prendere decisioni migliori.

Infine, potrei anche azzardare a dire che concedere il diritto di voto alle donne potrebbe indicare al mondo intero che il nostro Paese si sta davvero evolvendo.

È vero, le donne possono commettere errori, ma non sbagliamo anche noi?

In conclusione sostengo che se l’uomo ha dei diritti, tra cui quello di voto, anche la donna li deve avere.

(G.B.)

3) 

Cari compagni parlamentari,

mi trovo qui oggi per esporre il mio parere sull’introduzione del Suffragio Universale Femminile.

Io penso che sia una cosa più che giusta far votare le donne e questo per diversi motivi.

Innanzitutto penso che siano uguali a noi uomini e quindi dovrebbero avere i nostri stessi diritti.

In secondo luogo, dobbiamo considerare che sono proprio le donne che ci hanno fatto nascere, che ci hanno cresciuti e fatti diventare quello che oggi noi siamo.

Infine, se le donne si stanno battendo in modo così convinto e deciso tanto da arrivare a sacrificare la propria vita o la propria libertà,  ritengo che sia per loro una cosa molto importante.

Quindi ribadisco di essere a favore del Suffragio Universale Femminile.

(S.C.)

4)

Cari parlamentari,

l’Inghilterra, in seguito alla seconda rivoluzione industriale, si è molto modernizzata; inoltre, il nostro amato paese è uscito vittorioso dai campi di battaglia della prima guerra mondiale. Ecco perchè, al momento, siamo una delle più importanti potenze del XX secolo.

Il fatto è che un paese così moderno e avanzato economicamente e militarmente dovrebbe fare un passo in avanti anche in campo politico, concedendo alle donne il diritto di voto.

Possiamo affermare sinceramente che non se lo meriterebbero?

Durante il periodo di guerra si sono dimostrate capaci di fare lavori maschili e non deve esser stato facile per loro. Provate, per un istante, a mettervi nei loro panni. Non vedevano i mariti, i figli o  loro parenti da mesi, ma hanno trovato lo stesso la forza e il coraggio di fare lavori ai quali non erano abituate. Sono anche riuscite a mandare moltissimi rifornimenti al fronte e, col poco rimasto, hanno mantenuto il resto della famiglia.

Questo proprio sarebbe il momento ideale per conceder loro questo riconoscimento.

Inoltre molte donne, che si fanno chiamare ‘suffragette’, stanno sacrificando la propria libertà, se non la propria vita e non mi sembra il caso di far aumentare il numero delle martiri.

Per concludere: ricordate cosa sosteneva l’Illuminismo? Che ogni essere umano fosse dotato di razionalità. Per cui visto che le donne rientrano tra gli esseri dotati di intelletto, a parer mio, dopo tutti i sacrifici che hanno fatto sia per noi che per i nostri soldati,  meritano a pieno titolo il diritto al voto.

(I.P.)

5) 

Cari parlamentari,

dato che in questi ultimi anni le suffragette stanno diventando sempre più determinate a conquistare il diritto al voto, vorrei poter esporre la mia opinione.

Penso che sarebbe anche un loro diritto, perché a ben pensarci, le donne non sono meno importanti o meno forti di noi uomini. Infatti, sono state utili durante la Prima Guerra Mondiale.

Inoltre, se diamo loro il diritto di voto, potremmo rendere la nostra società più unita e loro potrebbero aiutarci nelle decisioni politiche che dovremo prendere. In tal modo, le suffragette non prenderebbero più decisioni estreme, come quelle di incatenarsi al cancello di Buckingham Palace o fare lo sciopero della fame nelle prigioni.

Ribadisco quindi che sarebbe un bene per la nostra società concedere il diritto di voto alle donne.

(N.P.)

6) 

Miei cari parlamentari,

vorrei invitarvi a riflettere sui diritti delle donne.

Per secoli sono state considerate come inferiori a noi; ora  è giunto il momento di cambiare questo modo di pensare alquanto arretrato.  In tal modo potremmo diventare un esempio per gli altri paesi europei e la società inglese si avvierebbe a diventare una società più equa.

(C.N.)

7)

Cari parlamentari,

fin dall’antichità è stato sempre l’uomo a votare e mai la donna. Oggi, però, per la prima volta possiamo cambiare la storia dando il diritto di voto alle donne.

A mio parere se lo meritano,  perché durante la guerra, mentre gli uomini combattevano al fronte, loro hanno dimostrato di potersi sostituire agli uomini, rivelando di essere nostre pari.

Inoltre,  la Costituzione afferma che tutti, maschi e femmine, sono uguali; quindi applichiamo questo articolo.

Infine, le donne potrebbero aiutare noi politici, dandoci consigli anche molto giusti.

Ribadisco quindi il fatto che le donne debbano avere gli stessi diritti degli uomini, tra cui il diritto al voto.

(anonimo)

8)

Cari parlamentari,

sarò breve.                                                                               

Io sono assolutamente a favore del diritto di voto alle donne. Perché?                                                         

 Beh, prima di tutto, ritengo, anzi ne sono certo, che le donne siano uguali agli uomini: nessuno è superiore o    inferiore a nessuno.                                                                

Se, per esempio, pronunciassi la parola ” donna “, a cosa pensereste? Sicuramente, prima di tutto, al suo corpo e a quello che noi le permettiamo di fare, ovvero fare figli e prendersi cura della casa.

Certamente non pensereste mai al fatto che possano avere delle idee, che non conoscete e mai conoscerete se non darete loro la possibilità di esprimerle.

In secondo luogo, credo che si debba riconoscere  a loro il diritto di voto, perché, avendo probabilmente idee diverse dalle nostre, potrebbero aiutarci a migliorare il nostro futuro.                               Quindi, ricapitolando, sono più che a favore del diritto, e sottolineo diritto, di voto alle donne.

                                                  (S.L.)

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Per non dimenticare ….

27 Gennaio 1945 – 2015 

                                                                                                    189

 

 

LE FOIBE

LE FOIBE

Il 10 febbraio di ogni anno, per una legge italiana emanata nel 2004, è denominato IL GIORNO DEL RICORDO.
In questo modo si vuole ricordare ciò che hanno fatto i partigiani comunisti agli italiani in Jugoslavia. Difatti, tra il 1943 e il 1947, i soldati comunisti, obbedendo all’ordine di TITO, cacciarono o uccisero chi era fascista o non comunista.
In questo modo, in 4 anni, furono uccisi circa 10 000 italiani, si fece cioè una pulizia etnica. In quale modo?
I fascisti italiani, venivano cercati di casa in casa, portati nei pressi di grotte naturali di origine carsica, chiamate FOIBE, legati uno all’altro e posti in fila indiana. Poi si sparava ai primi 3 e i loro cadaveri venivano spinti nelle grotte. In questo modo i pochi morti si trascinavano appresso tutte le altre persone ancora vive. Molti morivano in conseguenza della caduta, altri, pur salvandosi, perivano poi per le ferite riportate; pochi sono sopravvissuti alla caduta e al dolore delle ferite e hanno potuto così testimoniare.
Questa violenza finì nel 1947 ,quando vennero segnati i nuovi confini tra Italia e Jugoslavia, per cui l’Istria e la Dalmazia non furono più territori italiani.  In questo modo circa 350000 italiani dovettero abbandonare tutti i loro averi e tornare in Italia, diventando così profughi.
Questa strage è stata ignorata per circa 50 anni e ancora oggi, si fa fatica a parlarne.

(A.R.)

Inseriamo, a questo punto, il resoconto scritto da una nostra compagna, i cui nonni italiani hanno vissuto in prima persona l’esodo forzato da Fiume.

Nel 1950, dopo il periodo delle foibe, le famiglia dei miei nonni, che abitavano ancora a Fiume (Rijeka in croato), si trovarono davanti ad una scelta: rimanere a Fiume e diventare così jugoslavi oppure ritornare in Italia come profughi per rimanere cittadini italiani. Sia la famiglia di mia nonna che quella di mio nonno optarono per la seconda possibilità.
Mia nonna e tutta la sua famiglia partirono da Fiume con solo due bauli contenenti le cose essenziali per vivere (lenzuola e vestiti) e qualche libro, abbandonando la casa e tutti gli altri beni.
Arrivati nel centro di smistamento a Trieste presero un treno che non si sapeva in quale campo profughi li avrebbe portati. Arrivarono in Abruzzo, vicino a L’Aquila e lì vennero alloggiati in un grosso edificio,  una ex colonia chiamata Roio Pineta, dove rimasero fino al 1953, quindi per 3 anni.
In seguito, visto che l’ex colonia doveva essere ripristinata, i profughi vennero spostati. In treno, furono portati a Cremona presso un ex caserma. Lì, come alla Roio Pineta, le famiglie vivevano in grandi stanzoni divisi equamente da tende…in ogni spazio vi era una famiglia che poteva essere anche di sei o sette persone (come quella di mia nonna).
Dopo tre anni, nel 1956, furono costruite delle case per i profughi e allora la famiglia di mia nonna si spostò lì.
Ancora adesso mia nonna ripensando a quei momenti piange, ma in fondo è felice perché è viva.  Nonostante questo mia nonna ha sempre le bombe e le case distrutte davanti agli occhi.

(I.P)

 

 

MAI PIU’ !

In questa sezione vorremmo parlare di tutti quegli eventi tragici successi nel corso della storia che hanno segnato tutta l’umanità.

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GIORNATA DELLA MEMORIA

Il 20 luglio del 2005, l’Assemblea Generale dell’ONU ha stabilito che si dovesse ricordare ogni anno l’orrore compiuto dai nazisti nei campi di concentramento e di sterminio, dove sono morti 6.000.000 di EBREI.

L’Italia già qualche anno prima (più precisamente nel 2000) aveva istituito per legge una giornata commemorativa il 27 gennaio.

E’ stato scelta tale data, perché in quel giorno del 1945 l’armata russa, che marciava verso Berlino, si era fermata in una cittadina polacca di nome Auschwitz. Lì aveva scoperto con orrore l’esistenza di un campo di sterminio, liberandone i pochi sopravvissuti.

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La cosa più assurda fu la scritta che trovarono sul cancello all’entrata: “ARBEIT MACHT FREI”, ossia: “IL LAVORO RENDE LIBERI”. Come si poteva sostenere ciò se gli uomini erano richiusi da mura e FILI SPINATI ELETTRIFICATI ????

Inoltre il lavoro che svolgevano i prigionieri in quei campi non li rendeva affatto liberi, anzi, li portava quasi sempre alla morte.

A questa tragedia sono dati molti nomi:

STERMINIO, ma è risultato fin da subito troppo generico;

OLOCAUSTO, che sta ad indicare il sacrificio di una vittima per una divinità, quindi è un atto sacro, ma agli Ebrei non è successo nulla di sacro;

SHOAH, che vuol dire annientare, è il termine più adeguato perché è quello che i nazisti hanno voluto fare agli Ebrei cercando di annientarli in massa.

(G.B.- O.C.- M.G.- S.L.- T.P.- I.P.)

Sintesi made by S.L.- G.L

Photo by prof. E