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Il Parco della Vernavola

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Il parco della Vernavola prende il nome dall’omonima roggia, che è in realtà un vero e proprio fiume in miniatura, con il suo breve ma tortuoso corso, i suoi meandri e la sua valle che racchiude lembi di fitta vegetazione tipica dei luoghi umidi.

Il piccolo corso d’acqua, lungo circa 15 km, nasce a San Genesio, arriva a Pavia, costeggiando la zona Est, e confluisce poi nel fiume Ticino.

Il relativo parco della Vernavola, istituito a partire dal 2000 circa dal Comune di Pavia,  ha un’estensione di circa 35 ettari ed è di interesse naturalistico in quanto è la zona verde più estesa della città. Ha inizio in località Torretta e si estende fino a San Genesio, oltre la zona di Montemaino. La regione Lombardia ha classificato tale zona  “oasi di protezione faunistica”.

In origine lungo la valle della Vernavola crescevano ontani e salici, alberi adatti ad un ambiente  umido. Lo stesso nome Vernavola contiene la base celtica “Verna”, che significa ontano.

Attualmente nel parco troviamo boschi di ontani, numerose robinie, farnie ed alcune specie arboree introdotte dall’uomo (risaie, campi di granoturco, marcite).
Altre  specie arboree diffuse lungo il parco sono: Acero Americano, Frassini da Manna, Melo, Olmo Bianco, Platano, Pioppo Cipressino, Ciliegio Selvatico, Robinia, Salice piangente e Sambuco.

  20140425_171122 sambuco in fiore    20140425_165521  20140425_165513 salici piangenti

Per concludere questo lavoro sul parco, ho voluto riassumere in un cartellone tutte le specie vegetali presenti in questo habitat: ecco a voi il risultato.

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(S.C.)

LA BIBLIOTECA BONETTA

La nostra classe ha aderito quest’anno al progetto “Cittadinanza attiva”.

Tra le varie attività proposte alle scuole, la nostra professoressa di lettere ha scelto la visita alla biblioteca Bonetta di Pavia, di cui ora vi faremo un resoconto.

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Il 21 gennaio scorso, ci siamo recati alla biblioteca Bonetta.
Una volta arrivati a destinazione, il responsabile ci ha fatto da guida dicendoci, come prima cosa, che la biblioteca raccoglie circa 150.000 libri di cui la metà sono su Internet e 8.000 sono per ragazzi.
Sono stati scelti due volontari che hanno provato a cercare un libro a computer (ce ne sono due disponibili al pubblico gratuitamente nella prima sala) sul sito WWW.OPAC.UNIPV.IT, spiegandoci che per fare la ricerca bisogna essere iscritti alla biblioteca e avere quindi anche un codice d’accesso.
Abbiamo sperimentato che è anche possibile cercare una cartina di Pavia del 1800.
Finita questa esercitazione, ci siamo recati in un’altra sala più grande dove ci siamo seduti per guardare con un videoproiettore alcune foto di Pavia antica. Abbiamo così visto una foto delle mura spagnole che circondavano Pavia, larghe 5 metri e alte 10-12 metri, in cui erano visibili le ‘‘picche’’, cioè spazi posti negli angoli che servivano per poter spostare i cannoni di 360°.
All’esterno di queste vi era un’altra cerchia di mura e tra le due vi era la “terra di nessuno” ricca di trabocchetti.

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In seguito ci è stata mostrata la mappa di Pavia del Ballada, in cui al posto dei nomi delle piazze c’erano lettere e numeri: la R, ad esempio, corrispondeva a Piazza Vittoria, l’89 a Piazza Petrarca e la lettera H a piazza del Duomo.

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Parlando di piazza Petrarca, la guida ci ha detto che prima, vicino alla biblioteca, c’era una chiesa dedicata alla Madonna, poi abbattuta nel 1885 perché faceva ombra al salone del signor Malaspina (proprietario del palazzo sede della biblioteca Bonetta).
Quindi siamo passati a vedere una foto dell’antico Duomo e abbiamo notato che in origine c’erano 2 chiese: S. Stefano e S. Maria, la prima estiva e la seconda invernale. Le due chiese sono state poi abbattute per far posto al duomo attuale. L’unico angolo della piazza risalente all’800 è quello dove oggi c’è la farmacia.

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Nel 1800, alla Torre Civica, sono state poste quattro campane:
1°campana, detta Campanone, che suonava in caso di pericolo o per occasioni importanti;
2°campana, detta Mezzana, per il Comune;
3°campana, detta Predica, per chiamare alla Messa;
4°campana, detta degli Studi, usata dall’Università per indicare l’inizio delle lezioni.
L’orologio della Torre riportava i numeri romani al contrario, cioè in alto non c’era il numero XII, ma il VI. Questo perchè a quel tempo le ore venivano scandite in base ai momenti di preghiera e la prima era l’ora sesta.

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Nel 1830 poi è stato cambiato l’orologio.
La guida ci ha spiegato che una volta a Pavia c’era il tram e che in città si entrava tramite porte, quali Porta Nuova, di origine longobarda, e Porta Borgoratto, diventata poi Porta Cavour, che è stata abbattuta durante la prima guerra Mondiale.

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Pavia è famosa per le sue 100 torri, di cui ora ne rimangono solo 30. Tra queste ce n’era una molto particolare, chiamata ‘‘Torre dal Pizzo in Giù’’. Fu costruita da Andreotto del Maino per una scommessa con suo figlio Giasone, ma venne abbattuta nel 1750, perché secondo i cittadini era pericolante.

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Infine ci è stato mostrato un documento conservato in biblioteca scritto dal re longobardo Lotario.
A questo punto la nostra visita si è conclusa e con grande dispiacere siamo ritornati a scuola.

cortile interno della biblioteca

cortile interno della biblioteca

particolare del soffitto del salone di letttura

particolare del soffitto del salone di letttura

  (V.C.- O.C.- M.G.- S.L.)

Sintesi made by I.P. e G.C.

Photo by M.E.

L’Oltrepo’ Pavese

Vi presentiamo un’altra zona del nostro territorio che abbiamo imparato a conoscere quest’anno:

L’OLTREPO’ PAVESE

foto oltrepo della cartina

L’Oltrepò Pavese è un’area della Provincia di Pavia, che si trova a Sud del fiume Po. Ha una forma triangolare: la base è costituita dal fiume Po; il vertice, a Sud, dalla massima elevazione della Provincia di Pavia, il Monte Lesima (1.724m); i due cateti dalla Valle Staffora a Occidente e a Oriente dalla Val Tidone.
L’Oltrepò si incunea tra l’Emilia-Romagna (con la provincia di Piacenza), il Piemonte (con la provincia di Alessandria) e la Liguria (con la provincia di Genova).

Il suo territorio è diviso in tre parti distinte:
– una zona pianeggiante, dove vengono coltivati mais, frumento e barbabietole da zucchero;
– una zona collinare, dove troviamo diffusa la coltivazione della vite e degli alberi da frutto;
– una zona montuosa, con le cime più alte quali il Monte Lesima, il Monte Chiappo e il Monte Penice .
I fiumi più importanti dell’Oltrepò Pavese sono: il Po, lo Staffora, il Tidone e il Versa.

I prodotti principali sono:
– il vino, quali il Bonarda, il Barbera, il Riesling e il Pinot Nero;
– i salumi, come il salame di Varzi;
– le mele di Volpedo;
– le ciliegie di Bagnaria;
Tutti questi prodotti si possono mangiare nei molti agriturismi della zona.

Un’altra ricchezza turistica dell’Oltrepò sono i numerosi castelli, quali, ad esempio, quello di Montebello della Battaglia e di Zavattarello.

(I.P.- C.N.)

Photo by S.C.

I corsi d’acqua del territorio pavese

In geografia abbiamo affrontato l’argomento “fiumi” e per questo abbiamo voluto approfondire le nostre conoscenze sui più noti corsi d’acqua che scorrono a Pavia e in provincia, quali Ticino, Po, Naviglio Pavese, Vernavola e Trebbia.

IL TICINO

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Il Ticino nasce in Svizzera, al Passo della Novena.

Dopo aver superato le Alpi, si butta nel Lago Maggiore dal quale poi esce a Sesto Calende, segnando il confine naturale tra Piemonte e Lombardia.

Ad Abbiategrasso entra ufficialmente nella nostra regione, dove attraversa la Lomellina (zona ad ovest di Pavia) per passare poi vicino a Vigevano.

A Bereguardo passa sotto il famoso Ponte di Barche (costituito da veri barconi in cemento, posti l’uno dopo l’altro).

Arriva in seguito a Pavia, dove il suo corso separa il Borgo Ticino (il quartiere più basso) dal resto della città.

Dopo il lungo tragitto si getta infine nel Po, presso il Ponte della Becca.

confluenza po e ticino

IL PO

Il Po nasce al Pian del Re, ai piedi del Monviso in Piemonte.

E’ il fiume italiano più lungo, con il bacino più esteso e con la massima portata alla foce.

Percorre tutto il Nord d’Italia, attraversando il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto. Bagna cinque grandi città, quali Torino, Piacenza, Cremona, Ferrara e Rovigo.

Per mezzo di una foce a delta, considerata patrimonio dell’ UNESCO, si butta nel Mar Adriatico.

Ricordiamo:

-Foce a delta: il fiume si butta nel mare dividendosi in tanti piccoli rami.

-Foce a estuario: il fiume si butta nel mare in un unico braccio.

IL NAVIGLIO PAVESE

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Il Naviglio Pavese è un canale che unisce Milano a Pavia, fatto costruire nel 1396 da Gian Galeazzo Visconti.

Parte dalla Darsena di Porta Ticinese a Milano, attraversa Binasco, per  arrivare infine a Pavia, dove si getta nel Ticino presso Piazzale Europa. Il dislivello tra le due città è di circa 56 m, superato grazie alle otto chiuse, ideate da Leonardo.

Al 1965 risale l’ultimo barcone che l’ha percorso.

LA ROGGIA VERNAVOLA

La Roggia Vernavola, che nasce a San Genesio, arriva a Pavia dove dà origine all’omonimo parco. Dopo un  tratto di 15 km si getta nel Ticino, poco dopo il Naviglio Pavese.

Ricorda:

roggia =  piccolo corso d’acqua di campagna, utilizzato per irrigare.

IL TREBBIA

Il Trebbia nasce in Liguria presso il Monte Prelà .

Scorre in territorio ligure, piacentino e pavese, nel Comune di Brallo di Pregola.

Finisce il suo tragitto in pianura, gettandosi nel Po dopo Piacenza.

(M.G e I.P)

Photo by G.C.

English version here