Un tuffo nel fantasy

“PICCOLI” ARTISTI E IL FANTASY

Con la nostra professoressa di lettere, abbiamo iniziato a leggere testi appartenenti al genere fantasy.
Abbiamo così letto alcuni testi e svolto degli esercizi per capire com’è strutturato un racconto di questo genere. Inoltre, abbiamo cercato di descrivere e disegnare luoghi, creature, duelli fantastici.
Molti di noi si sono allora sbizzarriti, disegnando nei minimi dettagli, qualcuno di questi elementi.
Si apra quindi ora la nostra galleria artistica

(L.F.)

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disegno antologia

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La torre di Orthank  IMG_0080

 

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Books on Friday

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“Reading one book is like eating one potato chip.”
(Diane Duane, So You Want to Be a Wizard)

Il libro di cui vorrei parlare è L’ inverno non è per sempre  scritto da Inger Lindahl.

Il libro parla di Lina, una ragazza di quattordici anni che ha vari problemi legati alla sua adolescenza, soprattutto un incubo che la perseguita ogni notte.

Al suo fianco ci sono sua mamma, una donna molto severa, suo padre che apparentemente è un uomo magnifico  anche se in verità nasconde un oscuro segreto, suo fratello ed infine la sua migliore amica ed è proprio grazie a lei che Lina troverà il suo vero amore.

Inoltre Lina ha una grande passione, scrivere, le piace scrivere perché è libera di rivelare i suoi sentimenti e le sue idee che spesso gli adulti non capiscono ed è proprio grazie a questo suo talento che vincerà il primo premio di una gara di scrittura.

Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché parla anche di argomenti molto forti che fanno riflettere e di come avere qualcuno che ti stia accanto e ti aiuti è fondamentale.

I.P.

Questo post partecipa al Venerdì del Libro del sito Homemademamma.

Books on Friday

innamorata

“You don’t have to burn books to destroy a culture. Just get people to stop reading them.”
(Ray Bradbury)

Anche questa settimana arriva puntuale la nostra recensione.

Questo magnifico libro si intitola: Voglio fare l’innamorata ed è stato scritto da Paola Zannoner.

Il libro parla di una ragazza di nome Mia che ha 15 anni e che trascorre le sue vacanze  in una casa di campagna per  trovare un’amica di sua mamma di nome Claudia e  per aiutarla a sistemare la casa.

Mia, dopo il lungo viaggio, arriva finalmente a casa di Claudia e, appena entra in casa, incontra nella biblioteca il fantasma di Jane Austen, una tra le più famose scrittrici  inglesi che aiuterà la protagonista a scrivere un libro.

Sarà molto difficile comunicare con una scrittrice inglese e cercare di non scrivere un libro che parli di cose moderne!

Buona lettura

A.R.

Questo post partecipa al venerdì del libro del sito homemademamma,che ringraziamo per l’ospitalità.

Books on Friday

Immagine

 The more that you read, the more things you will know,

The more that you learn, the more places you’ll go.

(Dr. Seuss, I Can Read With My Eyes Shut!)

Anche questa settimana eccoci all’appuntamento con la recensione di un libro.

“Il libro di cui vi voglio parlare è L’evoluzione di Calpurnia scritto da Jacqueline Kelly.

Questo libro racconta di Calpurnia Virginia Tate, chiamata Callie Vee e della sua vita monotona fino a quando uno dei suoi fratelli le regala un taccuino, sul quale lei inizierà a scrivere le sue domande e le sue informazioni riguardanti le specie dando vita al suo nuovo sogno: diventare una naturalista. Grazie a queste sue curiosità riuscirà a riagganciare i rapporti con il nonno ed insieme vivranno momenti di felicità, di tristezza, di rabbia e di confusione sia al di fuori che all’interno del loro laboratorio fino a quando un giorno riceveranno una lettera che cambierà per sempre le loro vite.

Vi consiglio questo libro perché, anche se dalle prime pagine magari non sembra, è molto semplice da leggere. Inoltre la storia  coinvolge molto per il  fatto che non parla solo di questa ricerca col nonno, ma parla anche delle emozioni che Calpurnia prova a scuola, a casa e verso tutte le persone con cui è stata in contatto.”
I.P.

Questo post partecipa al Venerdì del Libro del blog homemademamma (nella speranza che ci pubblichi presto i commenti in attesa di moderazione! 🙂 )

Partecipiamo al Venerdì del Libro anche noi

 

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So please, oh please, we beg, we pray,
Go throw your TV set away,
And in its place you can install
A lovely bookshelf on the wall.

(Roald Dahl, Charlie and the Chocolate Factory)

Salve!

Oggi inauguriamo una rubrica di recensione di libri e lo facciamo partecipando al Venerdì del Libro del sito Homemademamma.

Il nostro primo libro recensito si intitola: Non chiamatela Crudelia Demon di Anna Lavatelli (l’autrice), Giulia Sagramola (l’illustratrice). Questo libro parla di Katia Rigotti, un’adolescente che frequenta un gruppo un po’ prepotente nei confronti di Olga Mautino, la signora che abita vicino al luogo dove i ragazzi si incontrano.

I ragazzi chiamano Olga “Crudelia Demon” perché pensano che la vecchia signora non sopporti gli adolescenti, di conseguenza i ragazzi, per vendicarsi, molte volte lanciano nel suo giardino bottiglie vuote, o le tagliano le rose che poi spargono intorno.

Chiamata dalla signora Mautino per farle da badante, Katia, dopo alcuni giorni…

Lascio a voi scoprire la fine del racconto! Vi invito a leggere il libro perché è avvincente e molto commovente ed è interessante lo sviluppo della storia.

A presto!

S.

I “piccoli” demografi

Come costruire la “piramide dell’età”

Per costruire la piramide dell’età bisogna disegnare un grafico formato da due rette: una verticale e una orizzontale che si incontrano formando un angolo retto.
Lungo la linea verticale abbiamo inserito l’età nostra, dei nostri genitori e dei nostri famigliari, conteggiata in decine. La linea orizzontale, invece, è stata prima divisa in due per distinguere i maschi dalle femmine. Su di essa abbiamo poi inserito la quantità di persone, conteggiata sempre in decine.
Sappiamo, da ciò che abbiamo studiato, che inserendo i dati relativi alla popolazione, si possono ottenere due tipi di grafici: a piramide (se ci sono più bambini e giovani) o a botte (se ci sono più adulti).
Dopo aver inserito i dati dei nostri familiari, ne è derivato un grafico a piramide. Questo significa che le nostre sono famiglie in cui prevalgono bambini, adolescenti e giovani coppie.

Ed ecco ora il nostro lavoro da “demografi”

(A.R.)

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Da dove proveniamo?

All’interno del discorso condotto sulla cittadinanza, abbiamo analizzato la nostra classe. Si è potuto così constatare come molti nostri compagni, genitori e nonni (per non parlare anche delle nostre professoresse) provengano non solo da altre città d’Italia, ma anche da stati (se non continenti) diversi dal nostro.
Con la prof di storia, abbiamo cosi raccolto tutte le cittadinanze (nostre, dei genitori e dei nonni) e abbiamo creato dapprima degli istogrammi.

Cattura.JPGalunni ist istogramma alunni

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nonni

Poi, abbiamo utilizzato gli stessi dati per creare dei grafici a torta.

alunnigrafico alunni

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nonni

Dopo aver esaminato tutti i grafici, abbiamo potuto constatare che passando dai ragazzi ai nonni la percentuale di italiani si riduce: alunni italiani 83%, nonni italiani 59%. Abbiamo così dedotto che anche la piccola Pavia si è ormai incamminata verso la multiculturalità.

Nella nostra classe abbiamo osservato che ci sono alunni di altre nazionalità europee (Polacca, Rumena, Albanese e Moldava) ed una di nazionalità africana (della Costa d’Avorio) e che solo due alunni su ventitrè sono di “pura” origine pavese. Tutti gli altri hanno o i genitori o i nonni provenienti, per lo più, dal sud d’Italia.
Quindi ha ancora senso che esista il razzismo? Come si può poi parlare di razze, quando sappiamo, grazie a ciò che studiamo a scuola, che esistono solo etnie diverse?
Ricordiamoci che deriviamo tutti dalla stessa “scimmia”!!!!

(A.R.)

Laboratorio col compensato

L’esperienza di cui voglio parlare sono i bellissimi lavori fatti con il compensato, che abbiamo creato insieme alle professoresse di tecnologia e di arte.

Al lavoro, che è stato svolto a scuola nella nostra classe per circa tre ore a settimana, ha partecipato tutta la classe.

Il traforo è un lavoro artigianale che consiste nel ritagliare tavole di compensato di esiguo spessore (3 o 4 mm) con piccolissime lame di acciaio (meno di 1 mm), seguendo un disegno.

Abbiamo utilizzato:

– un pezzo di compensato

– un traforo

– colla vinilica

– pastelli

– pennarelli

La professoressa di tecnologia ci ha fatto disegnare il profilo di Pavia Medievale, che abbiamo poi colorato, nell’ora di Arte, con pastelli e pennarelli.

Successivamentee ci è stato spiegato come tagliare i pezzi di compensato con il seghetto. Una volta fatto questo abbiamo levigato i vari pezzi e li abbiamo uniti, spennellando uniformemente la tavoletta con della colla vinilica diluita con un po’ di acqua.

Questa attività è stata molto positiva, perché abbiamo imparato diverse cose nuove, quali lavorare col legno e usare il traforo, ma soprattutto ci siamo divertiti tutti insieme!

La parte più difficile è stata quando abbiamo dovuto tagliare il compensato con il seghetto!!!

Alla fine è uscito un bel lavoro: sembrano proprio delle opere d’arte !!!!

Guardate le foto e ditemi voi se ho ragione o no.

(A. R)

PS: ricordate che se volete vedere i dettagli dei lavori, basta che clicchiate sulle immagini e queste vi compariranno in formato più grande

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Le nostre vetrate

LE NOSTRE VETRATE

L’esperienza di cui vi vorrei parlare è il lavoro che abbiamo fatto con la prof.ssa Mezzadra.

Dopo aver visto e analizzato le vetrate della chiesa di Sant’Alessandro Sauli al Vallone, la professoressa ha deciso di farci realizzare una vetrata a piacere. L’aspetto particolare e divertente è stato quello di creare delle vetrate non usando il vetro, ma la carta. Il laboratorio che si è svolto a scuola la quarta ora del venerdì, ha coinvolto tutta la classe per circa quattro lezioni.

Prima di iniziare la professoressa ci ha spiegato come dovevamo eseguirlo e ci ha anche fornito l’elenco del materiale da portare:

  • 1 cartoncino nero;
  • pastello bianco;
  • 1 foglio di carta da lucido;
  • colla;
  • forbici appuntite;
  • pennarelli

Durante la prima fase ognuno di noi ha tracciato lo schizzo dell’oggetto che voleva rappresentare, che è stato poi riprodotto sul cartoncino nero con il pastello bianco.

Una volta disegnato, si è ritagliato l’interno dell’oggetto lasciando delle strisce di cartoncino nero in modo da tenerlo collegato al bordo, queste strisce simulano il piombo che nelle vetrate tiene uniti i pezzi colorati.

Lo si è infine incollato sul foglio di carta da lucido e ogni spazio è stato colorato in modo da creare dei piacevoli contrasti con i pennarelli.

Abbiamo poi attaccato con lo scotch il lavoro finito al vetro della finestra: con la luce del sole sembrava proprio una vetrata.

Con questa attività abbiamo imparato ad essere più precisi sia nel colorare che nel ritagliare anche nei minimi dettagli.

L’attività è stata molto positiva e interessante, tutti hanno realizzato dei lavori originali e creativi.

Ora vi mostro le nostre “vetrate”!

Buona  visione.

(S.L.)

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(O.C.)                                                   (M.E.)

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(G.Ce)                                                                       (G.B)

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(G.C)                                                                            M.Gu.)

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(S.L.)                                                        (N.P.)

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(M.G.)                                                                         (C.N.)

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(V.A.)

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20150220_115620  (G.X)

20150220_120643 (I.P.)

Per non dimenticare ….

27 Gennaio 1945 – 2015 

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