La relazione

Jpeg

In quest’ultimo periodo abbiamo introdotto una nuova tipologia di testo: la relazione.

Questo è, appunto, un testo in cui si deve raccontare in modo preciso e dettagliato un’esperienza, un’attività, un argomento.

Noi abbiamo provato a fare una relazione sull’esperienza del teatro sociale. Abbiamo svolto questo lavoro con l’aiuto della nostra professoressa di lettere, che ci ha fornito gli strumenti necessari e ci ha anche rinfrescato un po’ la memoria.

In quest’articolo vi proponiamo le due relazioni migliori.

Buona lettura!                                                                                                                                                                                                     (V.C.)

 

Quest’anno, nel primo quadrimestre, la professoressa di lettere ci ha fatto partecipare ad un progetto di teatro sociale riguardante la dipendenza di noi giovani dai social network. Lo scopo era quello di farci capire che il mondo non gira solo intorno a internet.

Ho deciso di relazionare su questo progetto perché, anche se spesso non lo ammettiamo, noi ragazzi siamo fortemente dipendenti dai social e dalla tecnologia.

Il teatro sociale ha interessato la 3B, la 3C, la 3D e la 3E della nostra scuola.

La 3B e la 3C hanno organizzato insieme ai docenti la parte teatrale e i lavori successivi a questa che si sarebbero svolti nell’aula magna della scuola.

Sono stati estratti due alunni della 3B e due della 3C. Questi dovevano recitare nei ruoli di un giudice, un avvocato della difesa, un avvocato dell’accusa e l’imputato.

Gli altri alunni di queste due classi sono stati divisi in vari gruppi: in quattro dovevano occuparsi di andare a chiamare le altre due terze (la 3D e la 3E), altri erano gli addetti alla distribuzione di cappotti e guanti e infine c’erano gli studenti che dopo lo spettacolo avrebbero dovuto organizzare i lavori di gruppo.

Il progetto ha richiesto varie prove nelle settimane precedenti allo spettacolo e ancora di più per gli attori che dovevano imparare tutte le varie parti.

Lo spettacolo ha avuto inizio con quattro alunni di 3B e quattro di 3C che sono andati a chiamare le due classi spettatrici, la 3D e la 3E.

Dal primo piano, le classi sono state portate nell’atrio della scuola, dove c’erano i ragazzi che si occupavano della distribuzione dei cappotti e dei guanti.

I ragazzi che ricevevano i guanti sarebbero andati in un gruppo, quelli con i cappotti in un altro e quelli senza niente in un altro ancora.

A quel punto ci si è spostati verso l’aula magna dove c’era la ragazza che avrebbe interpretato il giudice che indicava ai ragazzi dov’era la propria postazione.

Una volta che i gruppi si sono sistemati, è iniziato lo spettacolo teatrale vero e proprio.

La scena rappresentava un’udienza, in cui l’imputato era accusato di stare troppo sui social e di conseguenza di tralasciare i propri amici e il proprio dovere a scuola.

L’accusato, tutelato dall’avvocato della difesa, ha dato avvio ad un vero e proprio dibattito.

Ad un certo punto però è intervenuto il giudice che ha chiesto ai tre gruppi di spettatori di esprimere la propria opinione e di schierarsi o con l’accusa o con la difesa.

I componenti dei vari gruppi, dopo essersi consultati e dopo aver scelto la propria risposta, attraverso un rappresentante, l’hanno comunicata al giudice.

Conclusosi il “processo” si è passati all’ultima fase: i lavori di gruppo.

I quattro gruppi sono stati posti ai quattro angoli della stanza e sono stati fatti sedere in cerchio.

Durante questa parte agli alunni delle varie classi sono state sottoposte delle domande tipo: ‘‘Che cosa avete pensato quando all’improvviso siete dovuti scendere?’’ ecc,

Le sensazioni che ciascuno aveva provato doveva scriverle su di un foglio.

Alla fine di questa piccola intervista, i gruppi sono potuti andare a vedere i fogli degli altri posizionati sul pavimento.

Secondo me questo progetto è stato molto bello e anche divertente, purtroppo però, non è servito a cambiare il rapporto tra noi ragazzi e i social network. Difatti noi adolescenti siamo così legati a questo mondo virtuale che una sola mattinata non poteva bastare a cambiarci.

Riguardo alla riuscita o meno del progetto…beh lo spettacolo è stato veramente bello e gli attori sono riusciti a mantenere sempre alta l’attenzione degli spettatori. Peccato solo per la parte del lavoro a gruppi che essendo stata provata poco e diretta unicamente dai ragazzi è stata poco produttiva e anche un po’ noiosa.

(I.P.)

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Pubblicato il 21 aprile 2016, in italiano con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Oddio! Mi ero totalmente dimenticata di questo progetto!!
    Ila, perfetta relazione e complimenti a tutti!

  2. E’ vero hai fatto proprio una bella relazione di cosa abbiamo fatto

  3. Mi piace proprio la relazione è anche un modo non formale per spiegare un lavoro o una giornata =)

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