Archivi categoria: Movimenti di protesta

No Tav

foto scritta no tav

Quest’anno, in geografia, abbiamo affrontato l’argomento della montagna e l’interazione tra questa e l’uomo. Sul libro era presentata un’immagine che riportava un gruppo di cittadini con uno striscione su cui vi era la scritta “NO TAV”. Alcuni di noi hanno chiesto alla prof cosa significasse e lei allora ci ha invitato ad andare a cercare informazioni su Internet .

Ognuno di noi ha scritto una relazione sull’argomento che poi abbiamo commentato in classe.

NO TAV

La sigla  NO TAV indica un movimento di protesta spontaneo sorto in Val di Susa (al confine tra la Francia e il Piemonte) nei primi anni del 1990. In esso si ritrovano semplici cittadini e sindaci accomunati dalla critica alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

Tale movimento è stato ed è appoggiato da alcuni partiti politici, quale, ad esempio, il Movimento 5 Stelle.

COS’E’ LA TAV E I BENEFICI DELLA NUOVA LINEA FERROVIARIA

TAV significa “Treni ad Alta Velocità” e, nel caso particolare, si vuole indicare la linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione.

Fra l’Italia e la Francia esiste già un collegamento ferroviario, ma la nuova linea dimezzerebbe i tempi di percorrenza ed apporterebbe altri benefici, quali la riduzione del traffico su strada del trasporto merci (così dicono i sostenitori di questa grande opera).

PERCHE’ VIENE DETTO NO

I movimenti NO TAV, invece, considerano la linea ad alta velocità non necessaria, troppo costosa e devastante per l’ambiente della valle.

Difatti, ad oltranza sono per il no per i seguenti motivi:

  • non ci sarebbe necessità di una nuova linea, visto il limitato traffico che sfrutta quella già esistente;
  • il costo sarebbe insostenibile e ricadrebbe su tutti i cittadini;
  • le linee ad alta velocità sarebbero in passivo, in quanto il traffico stimato non sarebbe sufficiente a coprire le spese sostenute;
  • queste grandi opere favorirebbero, nella loro realizzazione, le infiltrazioni mafiose e i traffici politici;
  • alcuni studi sostengono che bisognerebbe drenare una grande quantità d’acqua dalle falde della zona e questo porterebbe a grossi dissesti idrici;
  • l’opera avrebbe un impatto devastante ed irreversibile sull’ambiente e sulla salute dei cittadini (vedi la probabile presenza di giacimenti di uranio e di amianto all’interno della montagna oggetto di scavi).

COME VIENE DETTO NO

Oltre a presidi permanenti e manifestazioni pacifiche, la protesta si è espressa, soprattutto negli ultimi mesi, anche con assalti ai cantieri, blocchi stradali, incendi e sabotaggi alle ditte impegnate nel cantiere. Diversi sono stati gli attentati incendiari ai danni di macchinari e ai materiali.

Il timore è la sempre maggiore infiltrazione di gruppi eversivi, cioè persone estranee al movimento, che cercano solo di creare problemi con l’uso della violenza. Per questo la polizia è dovuta intervenire più volte per sedare le proteste più accese. Gli stessi rappresentanti dei NO TAV hanno preso le distanze dagli atti di violenza e di vandalismo.

Ancora oggi continua l’opposizione della popolazione del luogo agli scavi.

(S.L- S.C.- L.F.- M.G.- C.P.)

Sintesi made by S.C. – M.E.

Photo by S.C.

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